ISERNIA. Con il consueto, inconfondibile stile, Alberto Gentile esprime il suo punto di vista sulla crisi al Comune di Isernia. Usa lo pseudonimo del suo cane, Baldo De Baldovinis, quello stesso quattrozampe che, a mo’ di un later ego, che voleva candidare alle Primarie del centrosinistra. Ma scherzi a parte, i contenuti della lettera aperta che indirizza al sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, sono molto meno ironici del solito. perché nel capoluogo pentro sembra rimasto davvero poco da ridere.
“Egregio signor Sindaco – scrive Gentile – terminata la lavanda dei piedi Gesù riprese posto a tavola; al suo fianco c’era Giovanni, il quale sedeva accanto a Giuda. Questi, mentre gli apostoli continuavano la cena, rivelò che uno di loro l’avrebbe presto tradito. I discepoli, entrati in confusione, chiesero al maestro chi di loro fosse il traditore e per ultimo Giovanni, su consiglio di Pietro, avvicinatosi a lui, gli chiese di mostrarglielo. Ai tempi in cui viveva Gesù si era soliti mettere nel tavolo alcuni vassoi comuni nei quali si intingeva il pane o le erbe amare. Gesù intinse dunque un boccone di pane e lo porse a Giuda Iscariota dicendo: “Quello che devi fare, fallo presto”.
Coloro che inneggiavano alla sua elezione, amici con la «A» maiuscola, sono tanti Giuda che per un «cent» si vendono, e anzi lo stesso Giuda si appresta, almeno nella sua immaginazione, a prendere il suo posto con l’avallo di Tiberio e con il silenzio di Ponzio Pilato. Nonostante io sono a Lei distante, sostengo che è il meno colpevole, tranne la volontà sua di candidarsi. Le hanno imposto una giunta di persone impalpabili, non valutabili; un Consiglio di maggioranza eterogeneo, senza infamia e senza lode, ma tutti con gestione esterna con l’aggiunta di qualche furbastro che fa l’elastico. Pochi responsabili, troppo pochi perché Lei possa continuare ‘nell’avventura’. Di qui la conclusione con tanto di citazione evangelica: «Quello che devi fare, fallo presto, salva la tua dignità».
Il Prof. Baldo dé Baldovinis




