ISERNIA. A casa, o avanti tutta. Ma con nuovo piglio, perché così non si può più andare avanti. Sono questi, per sommi capi, gli scenari che si presentano alla città di Isernia, in vista del Consiglio comunale decisivo per la sopravvivenza politica del sindaco Luigi Brasiello, che – secondo indiscrezioni – vorrebbe leggere un documento programmatico in apertura di Consiglio sul quale chiedere una sorta di fiducia a tempo. Pochi punti, ma condivisi, per uscire fuori – questa la sua promessa – dall’emergenza entro gennaio, febbraio al massimo.

Dopo la rottura ufficiale da parte di sei consiglieri – Michele Mezzanotte, Davide Avicolli, Ilario Di Placido, Benedetta Monaco, Ovidio Bontempo e Francesca Scarabeo -cui si è aggiunto ieri anche un settimo dissidente, Domenico Di Baggio, il primo cittadino ha cercato e – almeno nelle dichiarazioni – non trovato la sponda della minoranza di centrodestra. Supportato dal presidente del Consiglio Franco Capone, maestro nelle mediazioni e nelle trattative, Brasiello ha provato a fare appello al senso di responsabilità di tutti, nell’interesse supremo della città. Ma intorno al concetto di ‘responsabilità’, tra le due fazioni, ci sono distanze siderali: votare o meno il bilancio, affossare o meno quest’amministrazione, aprire le porte o respingere un nuovo commissariamento.

Secondo il centrosinistra (o meglio, quel che ne resta) lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale sarebbe una iattura. Un tecnico esterno nominato dal ministero dell’Interno alla guida della città, anche se per pochi mesi, a giudizio di Brasiello e dei suoi fedelissimi, significherebbe l’inerzia e l’oblio amministrativo più profondi. Mentre le intenzioni sono di aprire una nuova fase, condivisa, aperta al contributi di tutti, che finora sarebbe mancato. Più concreta e determinata.

Per i dissidenti, invece, proseguire oltre con quest’amministrazione – da cui era legittimo pretendere di più e raggiungere risultati già strada facendo – significherebbe soltanto impoverire il già lacerato tessuto sociale della città. Pesare sui due piatti della bilancia i pro e i contro di una fine anticipata è scelta sofferta per tutti. Ma i sette ‘ribelli’ richiedono da mesi un cambio di passo, che nei fatti non c’è mai stato. E che, a loro giudizio, con una guida poco autorevole, non potrà esserci nemmeno sparigliando le carte. Dunque, non si tratterebbe affatto di poltrone, assessorati, nomine: così è stato detto in Consiglio. Ma di risposte mancate che non potranno mai arrivare, proseguendo con il sindaco in carica.

Da un lato, insomma, si agita lo spauracchio della piscina che resterà chiusa e delle tasse che torneranno ad aumentare; dall’altro si replica dicendo che il commissario non potrà che fotografare l’esistente, trovando le aliquote già applicate al massimo e una strutture sportiva già serrata, fatiscente, e svuotata di iscritti. Brasiello e sodali proveranno ad addurre la giustificazione di un auditorium che potrebbe rimanere desolatamente chiuso. I suoi oppositori replicheranno dicendo che, nonostante la precedente stagione sia stata di livello, la struttura economicamente è insostenibile, oltre che priva di regole certe per il suo utilizzo.

E il bilancio? E’ il meglio possibile per traghettare la città fuori dal pantano o, come detto dagli oppositori, rischia di esporre anche a responsabilità individuali i consiglieri verso la corte dei Conti? Corrispondono al vero le indiscrezioni secondo le quali il Comune potrebbe aver perso anche qualcosa come 3-4 milioni di euro relativi ai tributi locali dell’anno 2009 (spazzatura, tasse sulla casa e acqua)? Tali somme potrebbero essere cadute in prescrizione e dunque non più esigibili dopo non aver effettuato il recupero a causa del mancato rinnovo del mandato a Esattorie spa. Cosa accadrebbe, se la notizia fosse fondata? Oggi, si spera ne sapremo di più.

Certo è che la verità secondo i saggi sta nel mezzo. A ognuno toccherà votare secondo coscienza, chiarendo prima di tutto a se stesso quale sia la scelta migliore e definitiva per il bene di questa città. La risposta si avrà solo oggi. Ammesso che non ci si inventi qualche altro stratagemma per arrivare addirittura in seconda convocazione, a tempo già scaduto.

Pba