ISERNIA. Maria Teresa D’Achille è un fiume in piena. Dopo la fine anticipata della consiliatura, il vicesindaco punta il dito contro i dissidenti, ma non solo. “La crisi – dichiara – è prettamente ed esclusivamente politica, il bilancio che non è stato approvato non c’entra niente, è stato uno strumento per dire apparentemente un no tecnico su una programmazione ben fatta sotto tutti i punti di vista e che, per la prima volta, ci portava la riduzione delle tasse in un momento difficilissimo”.
“Mi sarei però aspettata – continua – che, a livello delle segreterie regionali e locali dei partiti e anche della stessa Regione, si prendesse una posizione chiara e netta e si intervenisse a tempo debito. E questo non mi pare sia avvenuto. Ma ripeto, il problema non è amministrativo, semmai tutto politico, per impedire che questa amministrazione non andasse avanti. Credo che, in questo momento, a tanti personaggi che nell’anonimato hanno condotto a questa crisi sfociata nello scioglimento del Consiglio comunale, faccia piacere una crisi che porterà un commissario prefettizio il quale, oltre l’ordinaria amministrazione, non potrà fare nulla, indebolendo il territorio. Anche con l’arrivo del nuovo sindaco ci vorrà del tempo per ripartire, perché nessuno di noi ha la bacchetta magica, mentre il nostro governo era avviato e lanciato verso lo sviluppo cittadino, seppur tra mille difficoltà. Sono pronta a darne dimostrazione in qualsiasi momento e occasione, anche con un confronto pubblico, e sfido chiunque a smentirmi. Come amministrazione eravamo riusciti a rimettere in sesto tante situazioni sbagliate operate dalle passate gestioni. Sicuramente, alcuni personaggi e determinati poteri hanno voluto a tutti i costi che il Comune di Isernia cadesse per far naufragare quanto di buono l’amministrazione stava portando avanti. Credo perciò che i sette consiglieri della maggioranza abbiano pensato che era il momento di staccare la spina, perché questa amministrazione comunale, nonostante tutto, stava lavorando e raggiungendo risultati. Non hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto spiegando la vera motivazione del dissenso, e hanno inferto una pugnalata alla città”.
La pasionaria del centrosinistra indica a grandi linee quanto posto in essere dall’amministrazione Brasiello, rispedendo le critiche ricevute al mittente, in particolare per quanto riguarda la questione dell’università. “Per la prima volta dopo 50 anni, grazie a quest’amministrazione, in questa città è stata acquisita tutta l’area della stazione per riqualificarla e fare un parco urbano, a vantaggio della qualità della vita di Isernia. Penso anche all’innovazione tecnologica mediante il cablaggio con la banda ultralarga, peraltro già partita, oltre al wi-fi in tutte le piazze del centro e delle borgate. Sull’Università, ci tengo a ricordare che il processo di trasferimento dei corsi di laurea da via Mazzini era già avvenuto nel 2010, quando l’allora rettore Cannata aveva trasferito la laurea specialistica di Beni culturali e lettere. La decisione del trasferimento di Scienze Politiche è stata unicamente dell’Unimol, che ha ritenuto di accorpare il corso di laurea in questione al dipartimento giuridico di Campobasso, mentre noi, come Comune, non avevamo alcuna competenza. Abbiamo chiesto con forza che restasse Scienze politiche e, quando ci è stato detto no in modo definitivo, abbiamo preteso che questa scelta non condivisa andasse compensata con altri corsi di laurea. Di qui l’intervento politico di Ruta, Leva e Frattura, a seguito del quale ottenemmo la promessa del polo infermieristico e delle professioni sanitarie nel centro storico. La Regione si impegnava a darci fondi per la ricerca e formazione, il Comune a farsi carico degli oneri per queste attività, così da far ritornare l’università in via Mazzini e rilanciare anche il centro storico, con centinaia di studenti. E’ un progetto di ampio respiro – prosegue D’Achille – ambizioso, e so che si sta facendo l’accordo tra le due università, Unimol e Sapienza. Il progetto, insomma, continua ad andare avanti. Mi auguro che sia portato definitivamente a termine e che i corsi di laurea partano quanto prima. Non solo. Abbiamo chiesto e ottenuto l’istituzione della laurea specialistica in Informatica, riuscendo a centrare l’obiettivo che il centrodestra per anni aveva mancato. Si prevede la partenza per l’anno accademico 2016-2017, con attrezzature all’avanguardia presenti in poche università italiane. Ma ricordo ancora che i corsi di laurea di Scienze politiche e Beni culturali, già in passato, li avevamo ottenuti noi. Dunque, di che parliamo?”.
Tra gli altri progetti importanti che il vicesindaco tiene a sottolineare, la D’Achille evidenzia i finanziamenti regionali chiesti ed ottenuti relativamente ai Pisu, “quindi milioni di euro aggiuntivi pronti per realizzare infrastrutture quali la rete idrica e fognaria. Per le scuole avevamo chiesto altri 7 milioni di euro sulla base del decreto Renzi. C’era tutta una programmazione fatta in questi anni grazie ai bilanci risanati ereditati dalla disastrosa gestione precedente, utili a fare il punto della situazione sull’operato dell’amministrazione adesso che eravamo giunti al giro di boa. Tutto questo non ci viene permesso per colpa di sette consiglieri che ritenevano di appartenere alla maggioranza e in particolare al Pd, il più importante partito del centrosinistra. Sono loro che hanno fatto in modo che tutto questo venisse meno. Ma la cosa più grave che ho visto in venti anni di esperienza amministrativa è il fatto di essersi resi complici dei dodici consiglieri di minoranza, che hanno deciso i destini di questa città. Non era mai successo in tutta la storia dell’amministrazione comunale di Isernia che una parte della maggioranza votasse contro il bilancio insieme alla minoranza”.




