CAMPOBASSO. Il Consiglio regionale, presieduto dal presidente Vincenzo Niro, ha approvato ieri mattina le due delibere in merito alla proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, aventi ad oggetto “prospezione e ricerca di idrocarburi”, sulla scorta quanto deliberato dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni.
Le relative proposte di deliberazione, come annunciato nella precedente riunione dell’Assemblea dal presidente Niro, erano state condivise e sostenute dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
Il relatore del provvedimento, il consigliere Salvatore Ciocca, ha evidenziato nel suo intervento di illustrazione della proposta, “come 8 regioni hanno concordato, in un recente incontro tenutosi a Bari, i testi delle delibere da proporre ai rispettivi Consigli regionali per chiedere l’abrogazione, mediante referendum, delle norme, inserite nella legge “Sblocca Italia”, che consentono e facilitano le ricerche e le estrazioni di petrolio sia in mare che sulla terraferma”. Ciocca ha evidenziato come i presidenti delle Giunte hanno confermato quello che peraltro era stato stabilito dai presidenti dei Consigli regionali riguardo ai quesiti da sottoporre all’attenzione dei cittadini. Il relatore ha anche rilevato come lo “Sblocca Italia” non viene impugnato nel suo complesso, ma solo nei limiti nei quali agevola e cambia le norme ordinarie che sono previste per questo tipo di ricerca e sfruttamento. Come pure il consigliere ha ritenuto di ricordare che “con tali proposte referendarie si intende esercitare, da parte delle varie Regioni proponenti, le prerogative previste dalla Costituzione, attraverso le quali i Governi regionali fanno valere le loro visioni strategiche sul futuro economico, turistico e ambientale delle loro rispettive realtà”. “Non è possibile autorizzare – ha detto Ciocca in conclusione – in un mare chiuso come lo Ionio o l’Adriatico, trivellazioni o ricerche senza valutare l’impatto e le conseguenze negative che esse comportano. Non si tratta di un “no” ideologico alla ricerca attraverso le trivellazioni, ma di un “no” che scaturisce dalla valutazione concreta del contesto nel quale si propone di procedere all’autorizzazione delle stesse. Quindi, con queste proposte referendarie esprimiamo anche un “sì” ad una politica di valorizzazione di questa parte del Mediterraneo e dell’Adriatico in particolare”. Le deliberazioni del Consiglio, identiche nei contenuti a quelle delle altre 7 regioni, prevedono 6 quesiti. Dopo gli interventi favorevoli dei consiglieri Iorio, Fusco Perrella, Ioffredi, Cotugno, Manzo e Niro, l’assemblea ha votato all’unanimità le proposte referendarie. Lo stesso Consiglio ha quindi eletto, come prevede la normativa, il presidente Vincenzo Niro e ilcConsigliere Giuseppe Sabusco, rispettivamente rappresentante effettivo e rappresentante supplente nella procedura di verifica della proposta referendaria. In relazione a questi provvedimenti, la consigliera Patrizia Manzo, anche a nome del collega Antonio Federico, ha proposto, ottenendola dall’aula, l’iscrizione e l’immediata trattazione di una mozione che impegna la Giunta regionale a procedere, d’intesa con le altre Regioni, al fine di sostenere una campagna di comunicazione il più possibile efficace nelle rispettive realtà per sostenere le proposte referendarie. La Manzo, nel suo intervento di presentazione della mozione, ha ricordato, come negli ultimi anni ci sono state 5 tornate referendarie, una sola delle quali è stata fruttuosa: le altre, infatti, non hanno raggiungiunto il quorum. Di qui l’opportunità di informare i cittadini al massimo, per consentire loro una ragionevole e consapevole espressione di parere all’interno di una procedura referendaria come quella proposta e sostenuta dal Consiglio regionale del Molise, insieme ad altre 7 assemblee legislative di altrettante Regioni.
La mozione, dopo gli interventi per dichiarare il proprio voto favorevole dei consiglieri Iorio, Ioffredi e Federico, è stata approvata all’unanimità.




