ISERNIA. Domani alle 17, presso lo ‘Spazio 68’ del centro storico, Emilio Izzo presenterà ‘Orgoglio Pentro’. La manifestazione è fortemente voluta per dare uno scossone a una intera comunità che sta per essere privata, passo dopo passo, di tutte quelle ricchezze costruite con anni di sacrifici. Uno smembramento di tantissimi settori cruciali della società, che finiranno per indurre il territorio pentro verso l’oblio.
“Le tristissime vicende che stanno investendo in pieno il territorio della gloriosa provincia di Isernia, ormai ex, e del Molise prossimo ex, preoccupano tutti i settori della vita pubblica – ha dichiarato il sidnacalista Uilbac – Enti, fabbriche, attività commerciali, edilizia, università, salute, lavoro, sono morti o in agonia. Prima la provincia di Isernia, prossimamente la regione Molise, sono state consegnate o stanno per esserlo a logiche politiche e geografiche che non hanno rispetto di niente e di nessuno”.

In questo momento, secondo Izzo, bisogna mettere da parte le diverse culture e dinamiche politiche, cercando l’aggregazione di tutte le forze in campo per dire basta contro le politiche di spending review e i tagli lineari dei servizi che stanno affossando una intera Regione. A preoccupare è stata l’ultima decisione di inserire la prefettura di Isernia tra le 23 che saranno soppresse. Un campanello d’allarme che deve far riflettere, in quanto a cascata si innescherebbero altre soppressioni come i Comandi provinciali delle forze dell’ordine e poi, a catena, quei pochi altri enti rimasti. E’ arrivata l’ora di rimboccarsi le maniche e avviare una protesta pacifica che sappia coinvolgere l’intera popolazione.

“L’eliminazione di un intero territorio – prosegue Izzo – non è un fatto di cultura, bensì di ignoranza allo stato puro. Qui dove la storia più antica ha trovato le sue origini e, ancor prima nella Preistoria, dove persino l’impero romano ha dovuto inchinarsi, dove santuari, basiliche, anfiteatri e teatri, cardi e decumani, con un ambiente mozzafiato, terra di antiche civiltà transumanti, luoghi di papi santi, di tradizioni millenarie, ci si ritrova ad essere ridotti a non avere nulla”.