CAMPOBASSO. Cotugno c’è. Nella domenica che ha visto Valentino Rossi squalificato per il duello rusticano col rivale Marquez (il mondiale si allontana inesorabilmente), a vedere il traguardo è invece l’esponente di Rialzati Molise. Perchè proprio ieri pomeriggio, in quel di via Genova, il centrosinistra regionale (al gran completo per l’occasione) si è riunito per decidere come agire mercoledì 28 ottobre, il gran giorno dell’elezione del nuovo presidente di Palazzo Moffa.
Voci e indiscrezioni parlano di “clima piuttosto sereno” e di apparente convergenza sul nome del consigliere venafrano. Pare che nessuno, infatti, si sia apertemente opposto alla sua candidatura, data tra l’altro per scontata da diverse settimane.
Se si vuole ragionare in percentuale, possiamo parlare di 80% di possibilità di successo, perché in generale la politica (e il precedente dell’elezione di Niro due anni fa è emblematico) e nello specifico l’eterna guerra nel Pd costringono a fare i conti con una buona dose di imprevedibilità. Quel 20%, ovviamente, vuol dire “agguato”, franchi tiratori pronti a provocare politicamente il caos e a ribaltare il pronostico (proprio come accaduto nel 2013). Ipotesi al momento improbabile, ma impossibile da scartare.
Ben più incerta l’altra partita, quella della Giunta: Veneziale è il favorito per la sostituzione di Scarabeo nell’esecutivo. Qui però è inutile fare previsioni e percentuali, perché tutto si lega all’elezione di mercoledì: primo, vero ostacolo della legislatura targata Frattura. Dal futuro di Vinenzo Cotugno, a quanto pare, dipende quello di una intera maggioranza.
Jones




