ISERNIA. Si è svolto ieri l’incontro col ministro della Giustizia e la sua delegazione presso il tribunale di Isernia. Dopo essere stato in riunione con le figure istituzionali, il guardasigilli ha voluto relazionarsi con le RSU e con le organizzazioni sindacali.
Il dibattito è stato aperto dal coordinatore giustizia Cisl Funzione pubblica, Sebastiano Marino, il quale ha introdotto una breve panoramica sul devastante disegno sotteso alla soppressione della Corte d’appello molisana: perdita di identità regionale, regressione, interruzione del ciclo economico, tracollo del mercato immobiliare nella sua accezione più ampia, delocalizzazione di beni e servizi, allontanamento dal territorio, involuzione completa in un periodo storico di recessione. I sindacati si sono dunque mostrati propensi a una Corte d’appello per regione, ma non d’accordo per il requisito di un certo numero di abitanti che il Molise non raggiunge, evidenziando che questo popolo di 330.000 anime è stanziato su un territorio dalla conformazione particolare di 4.600 kmq, ove le infrastrutture non sono adeguate.
L’appello della Cisl Fp, all’unisono con l’Anm molisana, il costituito comitato e gli altri attori interessati è che la Corte d’appello deve restare quale presidio di legalità, per non rendere avulso questo lembo di terra italiana dal contesto nazionale.
Successivamente è stato analizzato il dato empirico legato alla rinascita dell’ufficio giudiziario rispetto ai due anni precedenti. È stato dimostrato con certezza matematica che nell’anno 2015 vi è stata un’accelerazione impressionante in tema di definizioni, pari a due o tre volte il recente passato. Un plauso va sicuramente al presidente reggente Enzo Di Giacomo e ai magistrati in pieno organico. Ma, soprattutto, l’efficienza del Palazzo di Giustizia è strettamente correlata alla grande attività svolta dal personale amministrativo il quale, soltanto ricorrendo al metodo della flessibilità delle mansioni, facendo appello a un notevole spirito di sacrificio, ha contribuito in maniera incisiva al raggiungimento di questo risultato.
Quindi, il coordinatore giustizia ha chiesto al ministro un grande impegno nell’attuazione dell’articolo 21 quater della legge 132/15, ovvero riqualificare tutto il personale amministrativo, l’unico tra i ministeriali a non aver beneficiato di ciò da oltre venti anni, e alla rimodulazione dei profili professionali oramai non più rispondenti alle attuali mansioni, a causa dell’informatizzazione e al processo civile telematico. Inoltre, considerata la virtuosità dell’ufficio giudiziario, è stato chiesto a Orlando di stanziare maggiori fondi necessari allo svolgimento dell’attività ordinaria.




