ISERNIA. Il lavoro del personale sanitario è fondamentale e queste risorse non vanno perse. Ne è convinto il segretario regionale del Pcl Tiziano Di Clemente che chiede la stabilizzazione dei precari. “I circa 280 infermieri, i medici in scadenza di contratto, le infermiere madri costrette ad assurde mobilità verso altre regioni, devono essere stabilizzati – afferma -. La ragione è semplice: i loro servizi servono ogni anno in modo strutturale, e sono essenziali per la sanità regionale già abbondantemente colpita, soprattutto negli ultimi anni, sia con i governi centrodestra, sia con quelli di centrosinistra. Nazionali e regionali. Basti vedere le situazioni ai limiti della disperazione in cui versano i servizi di pronto soccorso”. Certo servono risorse e per Di Clemente la soluzione c’è. “Il bilancio statale presenta – spiega – un avanzo primario mediamente da 30 a 40 miliardi negli ultimi vent’anni, a furia di questi tagli antisociali. Solo che soldi pubblici (cioè le tasse pagate dei lavoratori) sono usate per socializzare le perdite causate dai banchieri speculatori (leggi salva banchieri) e per pagare gli interessi da 90 miliardi di euro l’anno sul debito pubblico, cioè su titoli da essi acquistati proprio con le grandi rapine sociali che vanno avanti da anni. E così il debito continua ad aumentare di pari passo con gli interminabili ed immani sacrifici sociali che ci vengono imposti”. Insomma per il segretario del Pcl “dotare la sanità molisana del giusto numero di medici e infermieri non è uno “spreco”, ma una necessità naturale ed ineludibile”.