ISERNIA 1
CAMPOBASSO 1
ISERNIA: Schina, Mancino, Tuccia, Simonetti, Sabatino, Ruggieri, Evangelista (86′ Cantelmo), Fontana, Cantoro (61′ Evacuo), Panico, Saltarin. A disp. Silvestri, Santoro, Capezzuto, Di Gregorio, Mocci, La Torre, Cirillo. All. De Bellis
CAMPOBASSO: Grillo, Corbo, Raho, Grazioso (76′ Scimo’), Ferrani, Gattari, Alessandro, Valentini, Aquino (71′ Gabrielloni), Todino, Rinaldi. A disp. Capuano, Di Pasquale, Fusaro, Lenoci, Lucchese, Bonta’, Perrella. All. Favo
ARBITRO: Simone Degli Esposti di Bologna Assistenti: Davide Innaurato di Lanciano e Francesco Ciancaglini di Vasto
Marcatori : 67′ Saltarin, 80′ Gattari
Note: AMMONITI: Mancino, Sabatino, Ruggieri, Fontana, Ferrani, Panico; ANGOLI: 5-3 RECUPERO: 1pt, 3st
Di Daniele Petrecca
ISERNIA. Pari e patta! Finisce 1-1 il derby molisano fra Isernia e Campobasso dopo 15 anni di lontananza fra le due realtà. Alla fine prevale il risultato più giusto anche se l’Isernia ha da recriminare con se stessa per il pareggio sempre sugli sviluppi di palla inattiva che Gattari sotto misura riesce a deviare beffando il portiere. La gara non ha regalato particolari emozioni e l’Isernia ha sostanzialmente tenuto il campo e possesso palla, al cospetto di un Campobasso molto confuso e poco ispirato negli ultimi sedici metri. Veniamo alla gara.
De Bellis si affida al suo 4-2-3-1 In porta il neo acquisto Schina, in difesa Mancino, Sabatino (Pepe out), Ruggieri e Tuccia. In mezzo la coppia Fontana-Simonetti e il trio Evangelista, Panico, Saltarin, alle spalle di Cantoro, a sorpresa terminale offensivo. Favo risponde con il 4-3-3 e schiera il tridente composto da Alessandro, Todino, Aquino.
PRIMO TEMPO
La gara è tesa e offre rari spunti di interesse sul piano del gioco che risulta più fisico e tattico che altro. Devono trascorrere ben 25 minuti per vedere il primo sussulto e ad opera degli ospiti con Ferrani che tenta di girare di testa la punizione battuta da Rinaldi. L’Isernia fatica a impostare e Al 37′ si fa vedere solo su punizione del solito Ruggieri. Allo scadere Simonetti dalla distanza tenta soluzione personale, da apprezzare solo le intenzioni. Termina la prima parte della gara molto più animata sugli spalti che sul rettangolo di gioco.
SECONDO TEMPO
La ripresa si apre con l’Isernia più motivata e il Campobasso deve contenere l’intensità di Panìco e soci. Al 53′ punizione di Ruggieri che termina alta. 58′ replica Todino con stessa sorte. Al 61′ De Bellis inserisce Evacuo al posto di Cantoro.
VANTAGGIO ISERNIA. 67′ Sugli sviluppi di una punizione velenosa battuta da Ruggieri, Saltarin risolve una mischia in area con la zampata che fa esplodere Le Piane: 1-0. Al 71′ Favo sostituisce Aquino con il neo acquisto Gabrielloni e sei minuti piu’tardi inserisce anche Scimo’ (ex Isernia) al posto di Grazioso.
PARI CAMPOBASSO. 80′ il Campobasso riacciuffa la gara grazie a lla deviazione fortunosa di Gattari che, sugli sviluppi di un corner è abile a correggere la “scarpata” di Corbo dal limite: 1-1. Al 91′ il signro Favo viene espulso dal campo. Allo scadere l’Isernia prova a vincerla, ed è il giovane Cantelmo a trovarsi davanti al portiere ma l’Under conclude fra le braccia di Grillo che rimedia in qualche modo.
Termina così il derby molisano, fra due squadre che si sono sostanzialmente equivalse senza offrire un gioco spumeggiante. Ottima la cornice di pubblico e il comportamento fra le due tifoserie corrette e festanti. Un plauso alle due società per l’organizzazione e l’unità di intenti, i molisani hanno dato prova di grande sportività, contrariamente agli allarmismi lanciati dalle autorità su presunte rivalità calcistiche fra le due squadre. L’Isernia termina il girone di andata con 23 punti e spera ora di raggiungere, dopo le festività, la salvezza tranquilla. Il Campobasso invece deve rigenerarsi e calarsi nella sua nuova veste di squadra gregaria che, oramai deve pensare a fare punti salvezza e abbandonare oramai i proclami di inizio Stagione definitivamente.
LE PAGELLE
ISERNIA:
Schina 6,5. Esordio ampiamente positivo per il neoacquisto biancoceleste. Fra i pali si mostra sicuro così come nelle uscite, una valida alternativa fra i pali.
Mancino 7. Mezzo voto in meno per l’ammonizione stupida per futili proteste dopo un fallo. Per il resto ha una personalità e una “stàmina” che pochi ’97 possono vantare, chiedere a Todino … al 71′
Tuccia 6,5. Fa il suo compitino con grande diligenza e ordine tattico, ma oggi qualche sbavatura è capitata, dopo tutto era pur sempre il derby.
Simonetti 6,5. Oramai sembra abbia le chiavi della mediana. Abile nel rompere il gioco e come incontrista, in fase di impostazione si sta attrezzando.
Sabatino 7. Pepe è ancora out e tocca a lui. Presto detto va in campo e mostra umiltà, cervello e qualche volta deve strafare beccandosi pure un giallo. Ci sta e per come si è calato nel ruolo il voto se lo merita tutto.
Ruggieri 7. Gara maschia e di grande intensità, non poteva che essere così dato il momento. Punizione sempre al veleno e soprattutto quando la palla arriva lì dietro c’è una sicurezza: la sua “capoccia” mete tutti d’accordo, persino gli avversari.
Evangelista 5. Deve sostituire Mingione e in avvio sembra interpretare al meglio il suo ruolo. Passano i minuti e si spegne via via (86′ Cantelmo 6 voto di incoraggiamento per il prodotto del vivaio biancoceleste. Entra e per poco non fa lo scherzetto ai “lupi”, ma forse sarebbe stato troppo anche per lui. Vai ragazzo!),
Fontana 6. Non lo vedi ma lo senti. In mezzo ha centimetri e personalità, un po’ maldestro nell’impostare ma come si dice, conta la sostanza e lui ne ha.
Cantoro 6. Pronti via e lo trovi titolare alla lettura delle formazioni. Sta volta comincia a vedersi l’attaccante che conosciamo. Fa un lavoro di sponda ma solo quello, da una punta forse un tiro in porta si puo’pretendere. (61′ Evacuo 5,5. Meno bene dell’esordio. Forse sente la partita fatto sta che non riesce a inserirsi nei meccanismi della squadra),
Panico 5. Tanta corsa, grinta, pressing, anche molta lingua (si fa anche ammonire). Gli avversari raddoppiano sempre su di lui. Tuttavia si scorda, a tratti, che in una squadra ci sono i ruoli e lui fa l’attaccante, non il jolly e le energie andrebbero dosate, non sprecate.
Saltarin 6,5. Poteva essere la sua giornata per il gol forse più importante di tutta la Stagione, non solo per il derby ma perché sarebbe valsa una bella fetta di classifica. Fino al gol però sbaglia tanto forse troppo lì davanti e questo penalizza in rendimento suo e dei compagni.
CAMPOBASSO
Grillo 6,5. Praticamente inoperoso nel primo tempo. Nella ripresa si mostra abile nelle uscite e buon riflesso fra i pali, sfortunato sulla zampata di Saltarìn.
Corbo 6,5 gara ampiamente positiva, specie nel contrastare e arginare Panico supportato dal compagno in raddoppio.
Raho 6,5. Evangelista dalla sua parte non ha vita facile e alla fine deve pure arrendersi. Va anche al supporto in fase offensiva il che non guasta mai.
Grazioso 6. Data la giovane età viene messo in mezzo da Favo per alimentare le trame in mediana, fa quel che può ma poi si spegne alla distanza. (76′ Scimo’ 5. Credevamo che il problema fosse ad Isernia, ma ancora una volta si mostra evanescente e impalpabile).
Ferrani 6,5. La difesa non corre particolari pericoli grazie alla sua prestanza e senso della posizione.
Gattari 6,5. Il goal salva una prestazione non eccelsa e soprattutto il Campobasso! Il reparto regge ma spesso va in confusione nel liberare e nei disimpegni.
Alessandro 5,5. Nel 4-3-3 dovrebbe sfondare e alimentare le trame, spesso si smarrisce.
Valentini 6. Regge sostanzialmente la mediana, ma in fase di impostazione lascia un po’ a desiderare.
Aquino 5. Fatica a inserirsi negli spazi e fra le linee e col passare dei minuti perde anche fiato e neuroni. (71′ Gabrielloni 5 Favo lo getta nella mischia ma non fa certo rimpiangere il compagno di reparto visto che non ne prende mezza.),
Todino 6. Sicuramente il più ispirato e reattivo dei Lupi. Per poco non trafigge Schina a tu per tu ma un po’ la zolla un po’ Mancino rimediano. Una cosa è certa, con questo Campobasso appare un po’ frustrato.
Rinaldi 5. Parte al piccolo trotto, ma col passare dei minuti la musica non cambia e lì davanti non è quasi mai pericoloso.
(In basso, il racconto del derby nelle spettacolari immagini di Pino Manocchio).




