CAMPOBASSO. Difesa della sanità pubblica, battaglia dentro e fuori dall’aula, con la manifestazione dei rappresentanti dei comitati che contestano i piani operativi 2015-2018 presentati dal commissario e governatore del Molise Paolo di Laura Frattura e gli interventi critici dei consiglieri. Anche quelli di maggioranza, a partire dall’esponente del Pd Massimiliano Scarabeo, che ha chiesto di tutelare gli ospedali pubblici, portando a non oltre il 15% la quota a carico dei privati.

Un centinaio le persone, tra medici, infermieri e operatori della sanità regionale, che questa mattina hanno protestato davanti a Palazzo Moffa, contestando direttamente le scelte del presidente Frattura. Alto anche il dispiegamento delle forze dell’ordine. Esposto uno striscione in difesa dell’ospedale di Isernia e cartelli con una serie di numeri relativi ai posti letto nelle strutture pubbliche e private, che indicano come i tagli maggiori saranno effettuati sugli ospedali pubblici. Una delegazione dei rappresentanti dei comitati, che avrebbero voluto far sentire la loro voce in aula (ma le audizioni pubbliche da regolamento non sono consentite durante l’assemblea), sono state ricevute dal presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno e da altri consiglieri, prima dell’inizio dei lavori.

“Non è possibile trasferire servizi come oncologia e cardiologia dal Cardarelli alla Cattolica – ha commentato al termine dell’incontro Michela Musacchio, del comitato Pro-Cardarelli – Il 58% dei malati oncologici ha fatto ricorso alle prestazioni del Cardarelli, il 42% si è diviso tra gli altri ospedali del Molise e la Fondazione Giovanni Paolo II. Il privato non può prevalere sul pubblico, soprattutto quando funziona e fa numero”.

La riunione del Consiglio è iniziata alle 12.30, con tre ore di ritardo rispetto all’orario di convocazione, quando in via IV Novembre è arrivato il governatore Frattura. Antonio Federico (Movimento 5 stelle) ha chiesto di modificare la bozza di piani operativi, lasciando i saldi invariati, nell’ottica della salvaguardia del servizio pubblico. Ancor più duro l’intervento di Scarabeo. L’ex assessore, da poco rientrato in Consiglio regionale al posto del ‘supplente’ Carlo Veneziale, ha affermato che “il diritto alla salute deve prevalere su ogni logica di profitto e che va fatta una scelta che privilegi la sanità pubblica, in cui il privato svolga un ruolo complementare e non prevalente”. Bene, ha aggiunto Scarabeo, aver fatto di Agnone un ospedale di area disagiata e di Larino e Venafro ospedali di comunità, le nuove sfide sono la telemedicina e la medicina preventiva.

Parole accompagnate dai cori dei rappresentanti dei comitati, ai quali più volte il presidente Cotugno si è rivolto chiedendo di non applaudire o non fischiare gli interventi dei consiglieri. Il Consiglio regionale è titolato a decidere sul futuro della sanità molisana, ha quindi chiarito l’ex governatore Michele Iorio, altrimenti la responsabilità a livello nazionale è del presidente del Consiglio dei Ministri, più che dei tavoli tecnici. “Occorre salvaguardare la medicina di emergenza, potenziare i pronto soccorsi e il servizio 118 – ha detto Iorio – non è possibile che ci siano ospedali che nel pomeriggio e nei giorni di festa hanno una sola camera operatoria disponibile. C’è bisogno del personale salvavita e c’è bisogno delle strutture sul territorio, anche se c’è necessità di razionalizzare. Non si chiudono ospedali con un colpo di penna”.

Nel pomeriggio Cristiano di Pietro (Idv) ha proposto di rinviare a tempi strettissimi il voto sui piani operativi, in modo da apportare eventuali miglioramenti e correzioni alla proposta di riordino del sistema sanitario regionale prima di inviare tutto a Roma. Organizzando anche una serie di incontri sul territorio, come ha suggerito Francesco Totaro (Pd). Richiesta di rinvio condivisa anche dal centrodestra, ma non dai Cinque stelle, che chiedevano di esprimersi subito sull’argomento. Martedì prossimo sarà convocata la conferenza dei capigruppo per stilare un calendario.

C.S.