AGNONE. Con tutti i problemi che affliggono il meridione, aree interne in particolare, si sentiva proprio il bisogno di un’ulteriore tegola. Facciamo riferimento a quello che sta accadendo in alto Molise, un territorio già alle prese con dismissioni di presidi sanitari, disoccupazione, scuole a rischio chiusura, spopolamento, …

L’ultima novità, i problemi di connettività. Rima a parte c’è poco da ridere: ad Agnone si parla apertamente di digital divide a seguito degli ultimi eventi. Eccoli nel dettaglio.

Partiamo dalla disavventura di Danilo Di Nucci e Salvatore Cerimele, due giovani professionisti che dopo aver aperto uno studio di fotografia e videoproduzione, hanno scoperto di non poter avere una linea Adsl. Tim, si proprio la Tim mica un ditta di bassa lega, non avrebbe più linee disponibili sul territorio creando così un disservizio che va a menomare le potenzialità commerciali della neonata startup.

Comprensibile la frustrazione dei due giovani imprenditori che hanno avuto l’appoggio di moltissimi concittadini: tanti abitanti del centro montano, infatti, da mesi lamentano una connessione dalla velocità altalenante. Il famoso ‘crollo del segnale’ ha coinvolto anche il caseificio Di Pasquo, che dal 27 gennaio lamenta costanti problemi di connettività.

“Usufruiamo quotidianamente della rete, è fondamentale per la nostra attività. La usiamo per la comunicazione interna ma, soprattutto, per stringere nuovi rapporti commerciali e consolidare quelli già avviati” evidenzia in un comunicato Debora Di Pasquo, responsabile dei sistemi informatici dell’omonimo caseificio. Debora Di Pasquo

“Tutti i giorni”, continua la Di Pasquo, “scambiamo migliaia di dati con i terminali usati dai nostri collaboratori impiegati nella nostra rete diretta di distribuzione. Rimanere senza connessione vuol dire perdere il contatto con decine di migliaia di clienti e interrompere l’aggiornamento dei sistemi, uno scherzetto che ci crea non pochi problemi. Ad ogni modo non è un problema solo nostro”.

Insomma, in uno scenario mondiale dove per sopravvivere la imprese devono sgomitare fra e-commerce e concorrenza a livelli paurosi, come si può ipotizzare una crescita senza l’infrastrutture tecnologiche? E chi avvierebbe delle attività in luoghi così disagiati?

Preferiamo non calcare ulteriormente la mano e optiamo di chiudere l’articolo proprio con le parole della Di Pasquo: “Per farla breve internet è necessario. Ci sono le basi per digitalizzare l’intero territorio; non resta che rendere questo progetto concreto. Inutili sono le strumentalizzazioni politiche o le polemiche. Necessario invece è lo sforzo congiunto per abbattere finalmente e definitivamente il digital divide. Un appello va a tutte le istituzioni, ai colleghi imprenditori e alle associazioni di categoria: lasciare soli Danilo e Salvatore nella loro battaglia sarebbe un errore. Cerchiamo di capire come possiamo aiutarli perché così facendo tuteliamo un diritto della nostra comunità».

G. C.