CAMPOBASSO.  “Oggi sono grato a chi ha idee diverse per creare insieme una qualità alta della sanità molisana. Non c’è nessuna ostilità che non possa trovare pacificazione. Chiediamo perdono delle divisioni che in tanti secoli sono state create”. Lo ha detto l’arcivescovo di Campobasso GianCarlo Bregantini, durante la cerimonia dedicata al Giubileo degli operatori sanitari con l’apertura della Porta Santa al Cardarelli preceduta da una processione partita dall’ex Cattolica. Ad attendere il presule c’era il personale sanitario che ha esposto cartelli e striscioni in segno di protesta contro la riforma della sanità in atto in Molise. “L’ apertura della Porta Santa nella cappella del presidio ospedaliero più imponente del Molise ha significato la centralità della condivisione. Il gesto di scendere al Cardarelli – ha detto Bregantini – è quello di unificare per rendere bella la sanità e dare qualità alla sanità. La realtà del mondo sanitario è un luogo di sfida per l’evangelizzazione, dove si vive l’umanesimo della teologia e della ‘tenerezza’. Né il contrapporre né l’assolutizzare favoriscono il cammino armonioso verso l’unità che, come ha sottolineato a Cuba ‘Capitale dell’unità’ papa Francesco, si costruisce insieme”.

Una folla di persone ha accolto la processione giunta dalla vicina realtà della Fondazione Giovanni Paolo II, Centro di alta specializzazione biomedica inaugurata da Giovanni Paolo II nel 1995. Una folla formata da pazienti, dal personale medico e paramedico, dai volontari delle Misericordie, dai presbiteri della diocesi e dal cappellano padre Giovanni Del Zingaro. Un gesto simbolico, che ha visto come sfondo una protesta silenziosa del personale sanitario del nosocomio Cardarelli, il quale ha proposto cartelloni e striscioni con le più variegate diciture a difesa della struttura civile recanti frasi di chiaro attacco verso il vescovo della città, che in più occasioni è sceso in campo a difesa della sanità tutta, senza distinzione di parte tra quella pubblica e quella convenzionata. È il ruolo del Pastore che scende in campo per difendere la persona e favorire una “pastorale sanitaria” che pone al centro della mission il volto dell’uomo, volto di Cristo.

La Celebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo Bregantini ha visto la partecipazione numerosa di cittadini, malati e operatori in un clima di preghiera rafforzato dal canto armonioso e partecipato e dalla musica polistrumentale di un gruppo di giovani volontari.  Il clima iniziale, silenzioso e teso, è stato subito compensato dal suono limpido della voce del presule che, senza gioco di ombre e luci, ha fatto sentire con decisione il suo appello durante l’omelia: “Non muri ma ponti. La strada della condivisione è la strada che unisce. Dentro la condivisione c’è la comunione con Gesù.  Nel povero vedi Gesù. Come è ben rappresentato nello sfondo di questo dipinto dietro l’altare allestito per la liturgia odierna. Chi ha portato i cartelloni – ha parlato Bregantini – lo ringraziamo, ci hanno fatto capire che il dialogo è vero e autentico. Attraversando quella porta della cappella abbiamo incontrato il volto di Cristo. Dio ci dia un cuore di misericordia”.