CAMPOBASSO. Pozzi di Cercemaggiore, il consigliere regionale e presidente della Terza commissione regionale Salvatore Ciocca chiede una nuova audizione di Montedison. “Le indagini – ha spiegato – condotte dalla Commissione tecnica prefettizia, da me fortemente voluta, hanno escluso alcun rischio attuale, derivante dall’anomalo tasso di radioattività riscontrato dall’Arpa Molise prima e dall’Ispra poi, nell’area dove insistevano gli stabilimenti estrattivi della ex Montedison. Ma la vicenda che è stata portata alla luce in Basilicata – ha aggiunto – evidenzia alcune strane similitudini con quanto potrebbe essere accaduto a Cercemaggiore”.
Ciocca ha puntato il dito su alcuni aspetti rilevati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di cui fin dal novembre 2013 si è occupata la commissione. Vale a dire i versamenti di materiali che sarebbero stati fatti nei pozzi di Capoiaccio, dai quali nei decenni precedenti la Montedison estraeva petrolio. E l’elevato tasso di radioattività riscontrato nell’area, sul quale i funzionari dell’attuale Edison Spa non hanno finora dato risposta.
“Nella relazione conclusiva l’Ispra – ha chiarito Ciocca – ha certificato la presenza di valori anomali di radioattività, rispetto al fondo ambientale locale, lì dove insistevano i pozzi petroliferi; valori riconducibili allo scarico dei residui. Operazione questa, tra l’altro, confermata dai tecnici Edison che hanno partecipato alla Commissione prefettizia ma che, inspiegabilmente, rifiutano di intervenire in sede di audizione”.
Ciocca rilancia una serie di domande. “Cosa c’è – chiede – in quei pozzi ormai inaccessibili perché chiusi da una colata di cemento? Cosa trasportavano i camion che, così come certificato dalle testimonianze degli addetti allo stabilimento in quegli anni, arrivavano nottetempo? Che cosa arrivava dalle Masserie Spavento di Potenza? Sino a che profondità di estende la contaminazione e quanto materiale contaminato è ancora presente nell’area? L’Edison – conclude il consigliere – è tenuta a fornire i chiarimenti, non può continuare a sfuggire alle nostre legittime richieste”.




