ISERNIA. I Comuni di San Pietro Avellana e San Felice del Molise risultano parti offese nell’inchiesta sugli appalti che ha travolto il Molise intero.  La procura di Isernia infatti, durante la conferenza stampa di ieri nella quale sono stati forniti i dettagli dell’operazione della Guardia di Finanza ‘Dirty Mayors-Sindaci sporchi’ – sfociata in quattro misure di arresti domiciliari, un obbligo di dimora e un’interdizione dai pubblici uffici, 144 indagati e 109 imprese segnalate all’autorità giudiziaria per reati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, istigazione alla corruzione e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici – aveva reso noto che a San Felice del Molise e San Pietro Avellana si procede per l’ipotesi di reato di istigazione alla corruzione.

Ma, a scanso di equivoci, è bene precisare che, nei casi in questione, la procura procede nei confronti degli indagati, non dei Comuni. Alcuni dei soggetti coinvolti, infatti, avrebbero chiesto a pubblici ufficiali di compiere atti contrari ai doveri d’ufficio relativamente ad alcuni appalti. Trovando, tuttavia, le porte ben chiuse e non riuscendo nell’intento.