CAMPOBASSO. Festa della Liberazione, il governatore del Molise Paolo di Laura Frattura invita a celebrare la ricorrenza di oggi ringraziando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La presenza del capo dello Stato soltanto pochi giorni fa nella nostra regione – ha detto Frattura – ha dato e dà forza al significato senza tempo della Festa della Liberazione e della Resistenza. Le parole pronunciate da Mattarella, “le istituzioni nazionali sono vicine al territorio”, non sono un semplice attestato di attenzione e sensibilità, sono l’articolazione di quel sentimento di solidarietà nazionale che trova le sue radici nella Festa della Liberazione. Al presidente, oggi, di nuovo tutta la nostra riconoscenza – ha aggiunto Frattura – Gli abbiamo chiesto di stare al nostro fianco in tutte quelle prove che affrontiamo per affermare che tutti i cittadini hanno pari dignità nel nome e per rispetto della nostra Costituzione”.
Il presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia ha invece partecipato alla celebrazione su Monte Marrone, luogo di una storica battaglia per la liberazione del Paese. “E’ con orgoglio – ha detto Coia – che da presidente di questa provincia, ancorché cancellata dalla Carta Costituzionale, che saluto con commozione la presenza del Prefetto Fernando Guida, che è qui a consegnare ad alcuni valorosi nostri concittadini le medaglie della Liberazione. Sono ex combattenti, internati in campi di prigionia nemica, spesso in paesi stranieri, ma che hanno contribuito, al pari di coloro, che nel 1943 combatterono per la conquista di Monte Marrone, a scrivere una pagina memorabile per la libertà del nostro paese. Grazie ai loro sacrifici – ha concluso – abbiamo ottenuto 71 anni di pace e di democrazia in un’Italia libera e repubblicana”.
Anche il presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis ha lanciato un suo messaggio per la ricorrenza, ricordando “il bombardamento di Isernia, il martirio di Fornelli, la battaglia sul monte Marrone, i piccoli campi di concentramento di Vinchiaturo, Agnone, Bonefro, Boiano, le marocchinate del basso Lazio”. De Matteis ha quindi espresso il suo auspicio. “Auguri a tutti i molisani – ha affermato – affinché quel terrore non si ripresenti mai più ed affinché da quelle esperienze si possa anche abbracciare quelle popolazioni che stanno soffrendo a causa delle barbarie che si verificano nei loro territori. Che quel 25 aprile del ’45 sia da monito agli studenti delle scuole dell’obbligo, affinché comprendano gli sforzi fatti dai loro nonni e bisnonni, per regalare loro una società democratica”.
Il sindaco di Campobasso Antonio Battista ha invece il sacrificio di Mario Brusa Romagnoli, eroe campobassano della Resistenza. Mario Brusa Romagnoli – ha ricordato Battista – fu ucciso il 30 marzo, qualche settimana prima di quel memorabile 25 aprile che avrebbe messo fine a una guerra che ha macchiato di sangue tutto il Paese, senza risparmiare Campobasso. Festa della Liberazione – ha aggiunto il sindaco – che è anche festa della libertà e della democrazia, pilastri assoluti conquistatati dai nostri padri e che noi abbiamo il dovere di continuare a difendere e a trasmettere ai nostri figli. E anche in questo lungo periodo di crisi e di paura non dobbiamo mai perdere l’orgoglio di essere italiani e sull’esempio del giovane Mario Brusa Romagnoli, continuare a dire W l’Italia”.




