CAMPOBASSO. Riforma delle Camere di commercio: servono azioni adeguate per continuare a svolgere attività di sostegno e supporto alle imprese. Per questo l’ente camerale lancia un appello ai parlamentari molisani e al presidente della giunta regionale, Paolo Frattura, di tenere conto di alcuni aspetti per scongiurare lo smantellamento.
“La soluzione – spiegano dalla Camcom – potrebbe essere la definizione delle linee generali e dei contenuti minimi delle deleghe a livello di Conferenza stato-regioni, lasciando poi ulteriori margini territoriali al fine di considerare le ulteriori specificità. Uno sviluppo imprenditoriale che sia davvero sostenibile a livello nazionale non può originarsi da situazioni di sperequazione di partenza. Se tale obiettivo venisse mancato, le Camere sarebbero svuotate di senso e ridotte al semplice ruolo di enti burocratico-certificativi, togliendo significato anche agli organi di governance, di cui si deve ridurre la consistenza numerica, come già prevede la legge n. 124/2015, ma senza privarli di quella autonomia decisionale, uno dei cardini su cui si è basato in questi decenni lo sviluppo economico delle nostre aree. La mancata previsione di compiti in favore dello sviluppo economico locale renderebbe vani tutti gli sforzi attuati dalle preesistenti Camere di commercio di Campobasso e Isernia e dal sistema camerale per cercare di accompagnare le nostre imprese nella loro crescita in una logica di sistema omogeneo. Vi sono compiti e funzioni in materia di sviluppo economico territoriale che oggi sono svolti in modo efficiente ed efficace dalle Camere di Commercio – spiegano ancora dall’ente – e questi compiti non si possono congelare o ancor più cancellare, perché ciò genererebbe nelle nostre imprese grande incertezza, se non addirittura un aumento dei costi dei servizi che le stesse dovranno sostenere”.
La sostanziale scomparsa delle Camere dal settore della promozione territoriale rischia di avere un impatto molto negativo sulle piccole e medie imprese italiane. Tra il 2008 e il 2014 le Camere di Commercio di Campobasso e Isernia, aggiungono dalla Camcom Molise – hanno complessivamente aumentato le spese promozionali di ben il 68 per cento, mettendo a disposizione del territorio complessivamente, in tale lasso di tempo, più di 15 milioni di euro, finanziando l’internazionalizzazione, la presenza a fiere e mostre all’estero, l’accesso al credito attraverso il sistema dei Confidi, la promozione delle eccellenze produttive, della legalità, dell’innovazione delle imprese e del miglioramento energetico.
Quanto alle risorse umane, pur nella convinzione che una generale riorganizzazione del pubblico impiego resti una priorità di sistema, riteniamo che una previsione di eccessiva riduzione di personale delle Camere impedirebbe loro di continuare a svolgere alcuni compiti fondamentali per lo sviluppo economico. L’applicazione secca di tagli lineari svuoterebbe di senso gli sforzi già attuati in autonomia in questi anni dalle Camere virtuose: le Camera di Commercio di Campobasso e di Isernia, complessivamente, dal 2000 a oggi, hanno già ridotto di più del 30% il proprio personale, contro un complessivo meno 6% del resto della Pubblica Amministrazione nello stesso periodo. Nell’ultimo biennio le due Camere esistenti hanno effettuato tutti i prepensionamenti possibili a legislazione vigente (ben 8 dipendenti, ossia quasi il 15 per cento rispetto al personale attualmente in servizio per la Camera di Commercio del Molise).
Lo sforzo in questi ultimi anni è stato notevole anche in termini di risparmio di risorse.
“I costi di funzionamento delle due Camere – evidenzia l’ente – complessivamente, si sono contratti del 15 per cento, per effetto non solo della riduzione del personale ma anche del taglio di tutte le ulteriori spese, includendo anche la razionalizzazione o la riduzione dei costi delle Aziende speciali (Azienda speciale Sanniolab e Azienda speciale F.A.I. della Camera di Commercio di Campobasso) e si è proceduto a dare disdetta del contratto di locazione della Cittadella dell’Economia. A ciò si aggiunga che con la nascita della Camera di Commercio del Molise sono stati notevolmente ridotti anche il numero complessivo dei consiglieri (da 46 Consiglieri a 28) e la conseguente spesa per il trattamento economico spettante agli organi. Si sta infine procedendo ad unificare le strutture collegate rimanenti, ossia Unioncamere Molise e Azienda Speciale Sviluppo economico Isernia – ora Azienda speciale sviluppo economico Regione Molise”.
L’eventuale eliminazione della previsione di un taglio lineare del personale non è sufficiente di per sè a garantire che rimanga inalterato il numero complessivo di competenze e professionalità che il sistema camerale molisano può offrire alle imprese del territorio. Infatti, nonostante nella citata legge delega sia prescritto che i decreti delegati di imminente emanazione contengano una disciplina transitoria che garantisca la sostenibilità finanziaria dei nuovi enti, la – sembrerebbe definitiva – riduzione del diritto annuale al 50% dal 2017 genererebbe per la neo Camera di Commercio del Molise una grave situazione di squilibrio economico-finanziario, generata dal ridotto numero di imprese ricadenti nel territorio della Camera molisana rispetto alla soglia dimensionale minima richiesta, nonostante l’accorpamento effettuato rispetti il dettato normativo della riforma laddove prevede la presenza di almeno una camera per regione”.
“In tale situazione la Camera di Commercio dovrà procedere allo smantellamento di tutte le strutture collegate – con la conseguente messa in mobilità del relativo personale – e anche alla messa in mobilità del personale camerale rilevato in esubero. Questo determinerebbe un costo a carico della finanza pubblica e in definitiva un aggravio per la collettività, differentemente dalla situazione odierna. Tutto il sistema camerale, infatti – si conclude la lettera ai parlamentari e a Frattura – le attività, i servizi, il personale, è oggi gestito e amministrato grazie al solo contributo annuale a carico delle imprese”.




