HomeNotizieCRONACAPresunto ricatto a Frattura, la difesa chiede l’assoluzione di Petescia e Papa

Presunto ricatto a Frattura, la difesa chiede l’assoluzione di Petescia e Papa

Il processo in corso a Bari si avvia verso la conclusione. Il 7 novembre ci saranno le dichiarazioni spontanee degli imputati, il 5 dicembre la sentenza


BARI. Presunto ricatto al governatore del Molise, si sono concluse a Bari le arringhe degli avvocati difensori al processo che vede sul banco degli imputati la giornalista Manuela Petescia e il magistrato Fabio Papa. Per circa un’ora ieri ha parlato il legale Paolo Lanese (che aveva iniziato la sua arringa nella scorsa udienza), poi è toccato all’avvocato Arturo Messere, il suo intervento è durato cinque ore. Entrambi hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti perché “i fatti non sussistono”.

“Ho dimostrato che non c’è prova della responsabilità degli imputati – ha dichiarato Messere – e che ci siamo trovati di fronte a dichiarazioni mendaci e calunniose da parte degli accusatori”.

Il processo si avvia ora alla conclusione: il 7 novembre ci saranno le dichiarazioni spontanee degli imputati, il 5 dicembre infine le repliche e la sentenza. Secondo la tesi dell’accusa il pm e la giornalista, nel corso di una cena, avrebbero chiesto a Frattura una legge per l’editoria e finanziamenti a sostegno di Telemolise, minacciando, in caso di rifiuto, ripercussioni giudiziarie e una campagna denigratoria contro di lui.

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