Celebrazione sobria e toccante questa mattina nel paese simbolo del terremoto del 2002, 14 anni dopo la terribile scossa che causò il crollo della scuola ‘Jovine’ e la morte di 27 bambini. Ricorrenza arrivata all’indomani del terremoto che ha distrutto interi paesi dell’Italia centrale. Il ricordo dell’accaduto anche in Consiglio regionale


SAN GIULIANO DI PUGLIA. Il silenzio, rotto alle 11,32 da trenta rintocchi. Trenta suoni di campane. Quello delle vittime del terremoto del 31 ottobre 2002. Gli ‘Angeli di San Giuliano’, i 27 bambini morti sotto le macerie della scuola ‘Jovine’, un’intera generazione di piccoli studenti. Morti insieme alla loro maestra e a due donne del paese. Poi un lungo suono, a distesa, per ricordare che la vita continua. In perenne memoria.

Perché la vita continua, ma il ricordo di quello che è accaduto non va via. Non può andare via. Per le mamme e per i papà che hanno ancora impresso nella mente l’ultimo sorriso sul volto dei loro bambini, prima dell’ingresso a scuola. Poi, alle 11,32, la tragedia. La scossa che fa crollare la scuola. Perché, somma sfortuna, l’epicentro del sisma era localizzato proprio sotto la ‘Jovine’. E perché, è verità processuale, la sopraelevazione dell’edificio aveva reso la scuola più fragile. Insicura. Il dramma nel dramma. L’elemento impossibile da accettare.

Eventi che tutti hanno ricordato oggi, nella celebrazione, sobria e toccante del ‘Giorno della memoria’, svolta questa mattina a San Giuliano di Puglia. Col terremoto di ieri ricordato insieme al terremoto di oggi. L’ultima terribile scossa di magnitudo 6.5, che ha devastato interi borghi storici dell’Umbria e dell’Italia centrale. Arrivata due mesi dopo il terremoto di Amatrice e Accumoli.  “A loro – ha detto il sindaco di San Giuliano di Puglia Luigi Barbieri – esprimiamo la nostra vicinanza. Insieme all’augurio che le loro comunità possano rinascere com’è rinata la comunità di San Giuliano”. Prima la celebrazione, poi la visita al ‘Parco della memoria’.parco memoria

Momento preceduto dal ricordo in Consiglio regionale. “Il terremoto che ha colpito ancora le popolazioni dell’Italia centrale – ha detto il presidente del Consiglio Vincenzo Cotugno – ci porta con maggiore commozione a ricordare le piccole vittime di San Giuliano di Puglia, a 14 anni da quel drammatico giorno. Le immagini di crolli di edifici delle macerie per le strade dei borghi più caratteristici del nostro Paese, delle migliaia di persone sfollate dai luoghi dove hanno trascorso la loro esistenza – ha aggiunto – infonde in tutti noi una grande emozione, ma anche la volontà di contribuire, in qualsiasi forma, con gesti di solidarietà che possano in parte lenire le odierne sofferenze”.

“Il futuro non crolla – è stato il messaggio di speranza lanciato dal governatore Paolo di Laura Frattura – oggi il pensiero del Molise va anche alle migliaia di persone dell’Appennino ferito, nostri concittadini che in queste ore stanno vivendo il terrore del terremoto. Per noi oggi è la giornata del lutto e della commemorazione dei 27 bambini e della loro maestra morti nel crollo della scuola a San Giuliano di Puglia. C’è bisogno – ha aggiunto – di conoscenza e consapevolezza di ciò che c’è intorno a noi: territorio, case, rischio”.

Nessuno va lasciato solo – ha aggiunto il presidente della Regione – per questo oggi, ricordando le vittime di San Giuliano – offriamo la nostra vicinanza alle popolazioni del Centro Italia che nelle pietre, nelle macerie, nei loro borghi, riconoscono la morte e non sanno più immaginare la vita. Diamo loro coraggio, come loro lo hanno dato a noi 14 anni fa, di guardare avanti. I nostri paesi rinasceranno, da San Giuliano, ad Amatrice, Accumoli, Norcia, Arquata, Castelsantangelo sul Nera e in tutti i comuni straziati dal sisma”.

Quindi il tema della sicurezza delle case e delle scuole. Sollevato dal consigliere regionale Salvatore Ciocca, che ha sollecitato una mappatura di tutti gli edifici della regione. Tema rilanciato dal sindaco di Campobasso Antonio Battista, che ha disposto la chiusura della scuola di via Leopardi, e i doppi turni, dopo aver fatto altrettanto con la scuola di via D’Amato. “L’Italia deve investire in sicurezza – ha detto Battista, che ha poi lanciato un appello all’Europa e al Governo italiano – Non lasciateci soli, non dimenticate noi amministratori, i colleghi sindaci. Non possiamo affrontare, senza serie politiche europee, una programmazione di interventi mirati a migliorare e a rinnovare il nostro patrimonio edilizio. Se vogliamo davvero che simili tragedie non si ripetano più – ha rimarcato Battista – occorre uno sforzo collegiale per non far spegnere i riflettori sulla necessità di sicurezza, che riguarda la nostra provincia e la nostra regione, come la gran parte dell’Italia”.

Carmen Sepede