HomeNotizieCRONACALettera aperta al prefetto: l’autovelox di Macchia d’Isernia va rimosso

Lettera aperta al prefetto: l’autovelox di Macchia d’Isernia va rimosso

Associazioni e sindacati scrivono a Fernando Guida: apparecchio illegittimo, per quanto ancora non funzionante


MACCHIA D’ISERNIA. Prima che sia attivato, ne chiedono la rimozione perché illegittimo. Scrivono una lettera aperta al prefetto di Isernia, Fernando Guida, puntando il dito contro la recente installazione di un nuovo autovelox sulla Statale 85 ‘Venafrana’, in territorio di Macchia d’Isernia.

I firmatari della missiva – Tiziano Di Clemente del Partito comunista dei lavoratori; Antonio Turdò del Comitato Pro Trignina Abruzzo e Molise; Giuseppe Doganieri della sezione provinciale dell’Assotir Trasporfrigorut Italia; Feliciantonio Di Schiavi dell’associazione Fiadel e i rappresentanti dell’associazione antimafia ‘Caponnetto’ – ricordano come il Comune di Macchia fosse “ben a conoscenza che detta postazione è illegittima come da noi da sempre sostenuto, come comunicato formalmente con atto scritto del 13 novembre 2016 al Comune medesimo e al prefetto di Isernia e, soprattutto, come sentenziato dal giudice di pace del capoluogo pentro, che su tale caso dispose a suo tempo anche una consulenza tecnica d’ufficio, condannando alle spese il Municipio di Macchia d’Isernia”.

Gli scriventi ritengono che il rilevatore di velocità, attualmente non funzionante, “oltre a essere illegittimo rappresenti un pericolo per la circolazione stradale, perché gli utenti, quando si accorgono della sua presenza, frenano di colpo e da ciò possono derivare incidenti stradali”. Di Clemente e sodali, dunque, invitano il sindaco di Macchia, Mario Stasi, a “rimuovere immediatamente l’autovelox illeggitimo”. Un tema che il primo cittadino bene conoscerebbe, in quanto fu anche argomento di campagna elettorale alle scorse Comunali.

Non solo: chiedono al prefetto Guida “di intervenire per far rimuovere tale apparecchiatura così come fece l’ex prefetto facente funzioni di Isernia, Caterina Valente, che quando accertò che l’autovelox di Cantalupo del Sannio era illegittimo immediatamente ne dispose la sua rimozione”.

 

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