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Consorzio industriale, il presidente dell’Anac Cantone risponde a Scarabeo

In merito alla posizione del commissario Stefania Passarelli, secondo il consigliere regionale in posizione di vertice della struttura e dipendente allo stesso tempo


CAMPOBASSO. Consorzio di sviluppo industriale Isernia-Venafro, l’Anac ha risposto al quesito posto dal consigliere regionale Massimiliano Scarabeo sulla posizione del commissario del Consorzio Stefania Passarelli.

“Nella scorsa primavera – ha dichiarato Scarabeo – segnalai dapprima alla opinione pubblica e poi all’Autorità Nazionale Anticorruzione la palese contraddittorietà cui erano incorsi gli amministratori del Consorzio per lo sviluppo industriale Isernia – Venafro. Lo stesso Commissario del Consorzio aveva infatti sottoscritto – in esecuzione del Piano triennale di prevenzione della corruzione – un Codice Etico a cui l’ente avrebbe dovuto attenersi. Ed in cui era previsto l’espresso divieto di ricoprire cariche di natura direttiva ed amministrativa a chiunque fosse un lavoratore dipendente di una delle strutture clienti del Consorzio stesso”.

“E tuttavia – ha aggiunto Scarabeo – proprio la signora Passarelli era ed è tutt’ora lavoratrice dipendente di un noto cliente del Consorzio. Ho ora ricevuto la risposta ufficiale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Il presidente Raffaele Cantone, pienamente in linea con quanto da me evidenziato e denunciato, afferma espressamente che “La signora Passarelli potrebbe, dunque, incorrere in una situazione di conflitto di interessi tra le attività economiche personali e le mansioni ricoperte nel Consorzio, con il conseguente venir meno della propria indipendenza di giudizio e di scelta”.

“A fronte dunque di una evidente situazione di potenziale conflitto di interessi, il presidente continua affermando che “Ciò determina la violazione del codice etico del consorzio”. A questo punto mi chiedo quale sarà il comportamento del Commissario del Consorzio. Per coerenza, trasparenza e rispetto di un codice da lei stessa sottoscritto (ed oggettivamente violato) riterrà opportuno rinunciare al proprio incarico? O sceglierà di aggrapparsi a cavilli e cavillucci giuridici pur di mantenere la sua sedia? E gli organi politici che devono agire al solo fine del perseguimento del pubblico interesse come sceglieranno di comportarsi? A breve conosceremo le risposte”.

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