HomeSenza categoriaViolenza sulle donne: a Isernia esperte a confronto in prefettura

Violenza sulle donne: a Isernia esperte a confronto in prefettura

Analizzati nel corso del dibattito promosso con la Fidapa i vari aspetti del fenomeno. Sottolineata l’importanza di una rete a sostegno delle vittime


ISERNIA. Lo stalking e le altre forme di violenza contro le donne sono state questa mattina al centro del dibattito organizzato in occasione della ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’. La Prefettura di Isernia, in collaborazione con la Fidapa del capoluogo pentro, ha infatti organizzato un convegno sul tema. Dopo i saluti del prefetto Fernando Guida e della presidente della Fidapa Rita Santoro, sono intervenute l’avvocato Serenella Sèstito, presidente di ‘Ti Amo da Morire Onlus’, associazione contro il femminicidio che, attraverso uno sportello legale e psicologico, offre assistenza gratuita e in forma anonima alle donne vittime di violenza. Al tavolo anche Anna Paolella, (pedagogista e referente per la Legalità dell’Ufficio Scolastico Regionale del Molise) e Francesca Capozza, psicologa, psicoterapeuta e criminologa.

Gli interventi susseguitisi nel corso della giornata hanno permesso di inquadrare il fenomeno attraverso ‘punti di osservazione’ differenti: dal punto di vista normativo, con particolare riferimento all’introduzione del reato di ‘stalking’ nel nostro ordinamento giuridico ed alle sue caratteristiche. Analisi anche dal punto di vista socio-pedagogico, mediante un excursus sull’evoluzione del ruolo della donna nella famiglia e nella società nel corso della storia, anche in relazione ai modelli culturali e di apprendimento, e, infine, dal punto di vista psicologico, riguardo alle potenzialità e ai rischi che possono annidarsi nelle relazioni amorose, riconducibili alle prime relazioni di attaccamento sperimentate dal bambino con le figure genitoriali.
“L’evento – sottolinea la prefettura -, oltre a rappresentare un momento di riflessione su un tema così delicato e sull’importanza che istituzioni, magistratura, forze di polizia, enti locali ed associazioni facciano rete intorno alle donne vittime di violenza, ha costituito anche l’occasione per un coinvolgimento delle giovani generazioni (era presente una delegazione di studenti degli istituti superiori della provincia) nella consapevolezza che il fenomeno ha radici soprattutto culturali e che va, quindi, contrastato educando al rispetto di genere, fin dalla più tenera età, nelle famiglie e nella scuola”.

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