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Migranti a Isernia, CasaPound non arretra: pronta la mozione anti accattonaggio

Ieri la discussione in Consiglio comunale della mozione di Francesca Bruno sui numeri delle presenze in città (170 in 5 strutture private) e in provincia (700). Chiesti maggiori controlli sanitari e di ordine pubblico


ISERNIA. Francesca Bruno non fa sconti. Sul tema dell’immigrazione, la consigliera di CasaPound al Comune di Isernia chiede maggior impegno della maggioranza consiliare contro il business dell’accoglienza.

Dopo la discussione ieri in assise, della mozione presentata lo scorso 29 settembre, che mirava ad identificare il numero di immigrati alloggiati nei centri di accoglienza presenti ad Isernia, a verificare le condizioni igieniche degli stessi e a esortare le forze dell’ordine a maggiori controlli per arginare il fenomeno dell’accattonaggio presso gli esercizi commerciali cittadini, la consigliera – proclamatasi ieri indipendente dal gruppo di Fratelli d’Italia, in cui era stata eletta – si è detta solo parzialmente soddisfatta della risposta ricevuta.

francesca brunoIl sindaco Giacomo d’Apollonio, infatti, nella sua replica aveva sottolineato come il Comune, di fatto, sia tagliato fuori dalla gestione degli immigrati, con la prefettura che governa il tutto. I controlli sulle strutture di accoglienza vengono fatti da tecnici indicati dalla prefettura stessa. Mentre dal punto di vista sanitario è l’Asrem che ha preso impegni per controlli periodici. Isernia, la sua provincia e l’intero Molise sono tuttavia al di sopra della quota di immigrati stabilita. Motivo per il quale d’Apollonio ha posto alle autorità competenti il problema della preoccupazione della collettività, “non per motivi di preconcetti – queste le sue parole – ma di carattere sociale, sanitario (vedasi alcuni casi di scabbia) e di proporzione”.

L’assessore alle Politiche Sociali, Pietro Paolo Di Perna, al riguardo, ha fornito i numeri dei migranti presenti in città e in provincia: 170 di media globale e complessiva, al giorno, sul territorio di Isernia; 700 su tutta la provincia. Ma le cifre, ha spiegato Di Perna, vengono costantemente aggiornate a seconda di nuovi arrivi o partenze, cambiando di giorno in giorno. A Isernia, in particolare, esistono cinque strutture private di accoglienza: l’Hotel Sayonara (che conta 69 ospiti), una struttura sita sul retro dell’auditorium (62), un’altra in contrada Le Piane (30), altri immobili nel centro cittadino di privati (circa 10), infine altri 5 profughi sono allocati in varie strutture private. “Sto predisponendo una consulta – ha detto Di Perna – che coinvolgerà elementi della prefettura e tecnici del settore per trovare soluzioni al problema, visto che dal punto di vista sociale siamo impreparati. Con essa daremo supporto coinvolgendo tutti gli operatori nella materia”.

Di qui la soddisfazione a metà della Bruno: “Non si può affermare che il Comune non abbia l’autorità per intervenire in merito alla situazione igienica nei centri di accoglienza, e che la questione debba essere demandata esclusivamente alla Asrem e alla prefettura. Abbiamo ricordato in sede di Consiglio che il sindaco è la principale autorità comunale in campo sanitario, e ottenuto di poter presentare alla Asrem richieste per immediati controlli sanitari nelle strutture preposte all’accoglienza. Purtroppo, dobbiamo notare come ancora manchi la convinzione, da parte di molti nella maggioranza, nell’opporsi al business dell’immigrazione, e che siano necessarie continue esortazioni per giungere a dei risultati apprezzabili”.

Pugno duro anche sulla questione accattonaggio. “Il Comune – prosegue la Bruno – ha mostrato sensibilità verso le rimostranze della popolazione per questo fenomeno. In accordo con l’amministrazione comunale, presenteremo una mozione da presentare in commissione Statuto per introdurre il reato di accattonaggio in città. E’ importante che l’ente si doti di strumenti adeguati, facendo valere i suoi poteri, per combattere le conseguenze negative della vera e propria invasione migratoria che si è abbattuta sul nostro territorio, per volontà di un Governo nazionale sordo rispetto al sentimento popolare”.

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