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Picchia la moglie e la minaccia con un coltello, la Polizia denuncia un campobassano

Maltrattamenti che andavano avanti da anni, quelli accertati dalla Squadra mobile. In una circostanza l’uomo aveva aperto il rubinetto del gas per farlo propagare fino in camera, dove dormiva la donna. Disposto l’allontanamento dalla casa familiare. Divieto di avvicinarsi ai vicini per l’uomo che è stato invece denunciato per atti persecutori


CAMPOBASSO. A seguito di indagini di Polizia giudiziaria, avviate dopo un intervento della Squadra Volanti presso un’abitazione del capoluogo, la Polizia di Campobasso ha denunciato alla Procura un uomo, poiché con reiterati atti di violenza fisica e psicologica maltrattava la moglie convivente. Sottoponendola a continue sofferenze ed umiliazioni morali e costringendola a vivere in un clima di paura ed insicurezza.

Nel corso dell’attività investigativa, la Squadra Mobile ha infatti ricostruito una situazione di maltrattamenti in famiglia, appurando che l’uomo, con una condotta abituale che si manifestava in una pluralità di atti, delittuosi e non, realizzati con la consapevolezza di ledere l’integrità fisica e morale della coniuge, la minacciava con un coltello da cucina. Poi le sferrava calci, pugni e schiaffi in varie parti del corpo, cercando anche di colpirla con un bastone e minacciandola di morte, arrivando anche ad aprire il rubinetto del gas della cucina con l’intento di farlo propagare fino alla stanza da letto dove dormiva la coniuge.

A carico dell’autore dei maltrattamenti, su richiesta del sostituto Enrico Colagreco, il Gip del Tribunale di Campobasso ha emesso il 28 novembre nei suoi confronti emetteva, un’ordinanza che prevede la misura dell’allontanamento dalla casa familiare, con l’ordine di non avvicinarsi alla moglie e ai luoghi da questa abitualmente frequentati (abitazione e luogo di lavoro).

Sempre a seguito di indagini condotte dalla Mobile la Polizia di Stato ha denunciato all’autorità giudiziaria un uomo per il reato di atti persecutori ai danni dei vicini di casa. Una condotta che andava dal maggio 2012, senza mai arrestarsi nonostante diversi procedimenti civili e penali.

Gli atti persecutori erano legati a questioni connesse alla proprietà di un appezzamento di terreno posta al confine tra due porzioni immobiliari e di cui l’uomo ha da sempre vantato diritti, non riconosciuti dal Tribunale. Continui erano gli screzi, divenuti sempre più assillanti e che turbavano la normale convivenza dei vicini, che spaziavano dalla musica ad alto volume, alle minacce, al danneggiamento delle delimitazioni fondiarie, alle ingiurie.

Il Gip, su richiesta del Pm Enrico Colagreco, ha emesso la misura cautelare del divieto di dimora a Campobasso, mai osservato dall’uomo, che ha presentato ricorso al Tribunale del riesame. I giudici hanno allora sostituito la misura cautelare del divieto di dimora in Campobasso con quella del divieto – per l’uomo – di avvicinarsi alle persone offese. Prescrivendogli di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dai vicini e ai loro terreni. E comunque di mantenere la distanza di un chilometro da questi luoghi e 500 metri dalle persone infastidite.

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