Per i 2.800 operatori di Gam, Ittierre e indotto metalmeccanico non è stata ancora effettuata la procedura della profilazione, necessaria per attivare strumenti di ricollocazione al lavoro
CAMPOBASSO. Area di crisi, i consiglieri del centrodestra a Palazzo D’Aimmo attaccano il governo regionale. “Il tempo continua a trascorrere inesorabile per i lavoratori – hanno dichiarato – eppure all’orizzonte ancora non si vede un punto di svolta per il loro futuro, che anzi resta sempre in bilico stante il perdurante ritardo della Regione nel mettere in atto le misure necessarie, previste dalle normative”.
È passato più di un anno, hanno rimarcato gli esponenti di minoranza, ma i 2.800 lavoratori di Gam, Ittierre e indotto metalmeccanico sono ancora in attesa di essere profilati, come prevede il decreto legislativo 150/2015, impedendo la negoziazione per la predisposizione dell’Accordo di programma. Con il blocco conseguente di strumenti quali la ricollocazione, la riqualificazione o i lavori di pubblica utilità.
“Dobbiamo altresì rimarcare – hanno aggiunto i consiglieri di centrodestra – come la profilazione dei lavoratori, costituendo un passaggio di fondamentale importanza per la definizione dell’Accordo di Programma tra il Governo e la Regione Molise, rappresenti una procedura necessaria per determinare l’assegnazione di fondi nazionali aggiuntivi sulle politiche attive, quali il sostegno al reddito, la ricollocazione occupazionale, l’autoimpiego e l’incentivo all’esodo, così come già individuate”.
Un compito che compete ai Centri per l’Impiego, che vivono una difficoltà che aggrava una situazione di per sé già molto complicata. Senza profilazione, aggiungono i consiglieri, non è possibile beneficiare dei fondi che con delibera di Giunta sono stati destinati al pagamento delle mobilità in deroga ai disoccupati per sostenere interventi di politiche attive del lavoro nelle aree di crisi.
“Come centrodestra – concludono i consiglieri – presenteremo una interrogazione consiliare per conoscere i motivi del ritardo e per sapere a che punto sono le procedure. Non si può più perdere tempo, è a rischio il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, nonché del tessuto sociale di tutto il Molise”.




