Martedì 27 giugno in Consiglio l’adozione del documento che definisce i fabbisogni energetici del Molise e le linee di azione in prospettiva 2020: tutti i dettagli


CAMPOBASSO. Al secondo punto dell’ordine del giorno del Consiglio regionale convocato per martedì, 27 giugno, si legge: ‘Adozione Piano Energetico Ambientale Regionale a seguito dell’esito positivo della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica)’. Relatore sarà il consigliere e presidente di Commissione Salvatore Ciocca. Dopo il rinvio della scorsa settimana, dovrebbe essere la volta buona (il condizionale è d’obbligo) per discutere un documento sui cui contenuti c’è attesa e non sono mancate né mancano le polemiche e i contrasti.

I DATI DEL DOCUMENTO PRELIMINARE AL PEAR. Il documento preliminare fatto redigere dalla Regione è voluminoso, oltre 190 pagine, fitte fitte, con schede e grafici, tabelle, rimandi a normative, indirizzi e quadri. Documento che è stato il primo passo verso il Pear, ora approdato nell’aula intitolata a D’Aimmo. E’ stato elaborato su dati raccolti fino al termine del 2013 e presentato a settembre del 2015.

PREMESSE. Un tema spinoso, quello del Pear, argomento però centrale nella programmazione di interventi sul territorio. Il Piano definisce le modalità per rispettare gli impegni comunitari avendo come data di riferimento il 2020. Il tutto in maniera coerente con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili individuati attraverso il decreto Burden Sharing e con la nuova programmazione comunitaria.

In buona sostanza, tra gli scopi, si dovranno determinare i fabbisogni energetici regionali e le linee di azione, tenendo come guida: la riduzione delle emissioni di gas responsabili dei cambiamenti climatici, lo sviluppo della  produzione di energia da fonti rinnovabili, il contenimento dei consumi energetici , il miglioramento dell’efficienza energetica, il contenimento e la riduzione dei costi dell’energia.

Queste le premesse, a cui va ad aggiungersi quanto l’Unione europea, una decina di anni fa, ha stabilito con il ‘Pacchetto Clima‘: cioè che nel 2020 si devono ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra rispetto al 1990 e che si deve ottenere il 20% di energia da fonti rinnovabili sui totali dei consumi dell’Unione. Nel Documento preliminare al Pear, si legge che in Molise il trend dei consumi energetici finali, nel 2013, ha segnato un calo del 14,9% rispetto a quanto registrato nel 2000.

BILANCIO ENERGETICO AL 2013.  In Molise, la quota dei consumi finali, soddisfatta con fonti rinnovabili, è del 34,7% (193 Ktep) su consumi finali di 556 Ktep  e tutti quelli elettrici sono coperti (100%) con fonti rinnovabili. La nostra regione esporta energia elettrica per il 102% dei consumi interni e le risorse energetiche primarie interne sono per il 45,8% rinnovabili. Le Bioenergie coprono una quota del 54,3% e l’efficienza di trasformazione del Molise è maggiore di quella italiana, anche se per poco più di un punto percentuale. Quindi, le premesse consentono di dire che gli obiettivi che riguardano FER 2020 (cioè le fonti energetiche rinnovabili) sono già raggiunti; c’è larga disponibilità di energia elettrica e un potenziale da sfruttare per le rinnovabili termiche, meno utilizzate delle elettriche. In Molise, si legge sempre nel Documento preliminare, è possibile sperimentare un modello energetico di riferimento nazionale che assicuri, tra le altre cose, sicurezza, accesso all’energia a costi più bassi e livelli occupazionali significativi.