A sollecitare il dibattito un quinto dei componenti dell’assemblea. Per Michele Petraroia è a rischio il diritto dei cittadini a fruire dei livelli essenziali di assistenza
CAMPOBASSO. Piano operativo sanitario approvato per legge, nell’ambito della ‘Manovrina’ del Governo Gentiloni, chiesta la convocazione di una seduta monotematica e urgente del Consiglio regionale. Ad essere contestato è il metodo seguito, una procedura che vìola la potestà legislativa dell’assemblea regionale, come ha spiegato il consigliere Michele Petraroia. Che ha chiesto di portare in aula il dibattito, sollecitato da un quinto dei consiglieri regionali, a norma di statuto e di regolamento.
“Ciò che è accaduto in Molise – ha dichiarato Petraroia – mette in discussione il diritto dei cittadini a fruire dei livelli essenziali di assistenza e sancisce il ruolo sostitutivo e non integrativo della sanità privata convenzionata, nell’erogazione di prestazioni essenziali delicate con l’assegnazione di una percentuale elevatissima di posti letto. Conferma inoltre – ha aggiunto il consigliere – il declassamento del principale ospedale Regionale, il ‘Cardarelli’ di Campobasso da Dea di II° Livello a Dea di I° Livello con il contestuale declassamento da Dea di I° Livello a ospedali di base per le strutture ospedaliere di Isernia e Termoli ed un indefinito ruolo di ospedale di area disagiata montana per Agnone”.
“Si ha la percezione – ha concluso Petraroia – che la metodologia seguita in Molise rappresenti in nuce un modello d’intervento antidemocratico che esclude il Consiglio Regionale, le parti sociali e le istituzioni locali da ogni possibilità di approfondimento possibile sulla proposta di riordino su una materia di estremo interesse sociale, facendo prevalere un approccio sui tagli della spesa che non garantisce i livelli essenziali di assistenza”.



