HomeSenza categoriaConti al Comune di Isernia, Capone: “Tutto da rifare”

Conti al Comune di Isernia, Capone: “Tutto da rifare”

L’ex presidente del Consiglio comunale pone sotto la lente di ingrandimento le ultime delibere di Palazzo San Francesco e rileva “incongruenze e vizi formali”


ISERNIA. L’ex presidente del Consiglio comunale pentro torna alla carica sul tema della gestione dei conti a Palazzo San Francesco e denuncia: “E’ tutto da rifare”, a partire dalla delibera consiliare n.38 del 9 agosto scorso, relativa all’esternalizzazione del servizio di riscossione tributi, ma non solo.

Per Franco Capone, che premette di aver “studiato le carte”, negli atti prodotti dall’amministrazione ci sarebbero delle incongruenze e qualche vizio formale. Sempre intenzionato a portare il ‘caso’ dell’affidamento della gestione tributi alla società Ica Creset all’attenzione della Corte dei conti per un presunto danno erariale, il dirigente provinciale del Pd torna ad esortare il sindaco e la sua squadra a sospendere l’esecutività di alcune delibere, a suo avviso ‘dubbie’ sotto diversi punti di vista. Scopriamo quali.

“Una lettura attenta della delibera n.38 e degli allegati – ha esordito Capone – mi porta alla conclusione che i consiglieri comunali non avessero a disposizione tutti gli elementi per decidere al meglio sull’importante questione. Questa mia osservazione – ha spiegato l’ex vertice dell’assise civica – deriva dal fatto che il consigliere Giampiero Mancini, che relazionò sull’argomento, ha prodotto nella circostanza una tabella che sarebbe a fondamento dell’accordo tra Comune e raggruppamento temporaneo d’impresa. Nella tabella sono riportate le entrate certe e quelle che dovrebbero essere incamerate dal Comune sulla base della lotta all’evasione fiscale con la riscossione coattiva, con relativa percentuale (aggio, ndr) spettante alla società esterna. Ma manca, tra i servizi oggetto dell’affidamento, la stima sulla gestione dei ruoli idrici. Ebbene, sull’argomento specifico appare la dicitura ‘N.P’., ossia non pervenuto. Dunque, non sappiamo quanto spenderemmo sia per la riscossione del gettito ordinario, sia per la riscossione coattiva e l’accertamento della fascia d’evasione. Allora come facciamo a deliberare senza avere questa certezza? Da questa considerazione, sostanziale e formale, – ancora Capone – rinnovo l’invito a sindaco e amministrazione: fermiamoci un attimo e ragioniamo sui numeri che sono in ballo”.

LE ALTRE DELIBERE: IL CASO DEL MANCATO PARERE CONTABILE. Ma, nell’ormai famigerata seduta del consesso civico del 9 agosto scorso, sono state approvate anche altre delibere. Che presenterebbero, a loro volta, – stando all’analisi offerta dall’esponente Dem – dei vizi. “Ad agosto forse il caldo rende i lavori più difficili – ha incalzato ironico Capone – e la fretta fa commettere errori. Analizzando pure la delibera n.35, che reca modifiche al Piano triennale delle Opere pubbliche e che rappresenta la parte più corposa del Documento Unico di Programmazione, ho notato un’importante carenza”. Evidenziando come trattasi di un documento con rilevanza finanziaria, per il quale si rende necessario, ai sensi di legge, il parere dei revisori dei conti, Capone osserva: “Il parere non c’è”. Che sia una distrazione oppure una mancanza consapevole non è dato sapere. Ma a fare una luce ‘sinistra’ sulla faccenda ci avrebbe pensato la deliberazione appena successiva. “Con la delibera n.36, inerente all’assestamento di bilancio, si recepisce questa modifica al Piano delle opere quale parte sostanziale del Documento di programmazione, che peraltro non è stato approvato, ma i revisori fanno rilevare di non aver ricevuto nulla relativamente alla variazione del Dup. Ciò mi fa dedurre che, probabilmente, il parere non era stato richiesto. Una cosa grave, che inficerebbe tutti i provvedimenti adottati. Se un atto è nullo, a cascata lo sono anche quelli consequenziali”.

IL PRESUNTO DANNO ERARIALE E IL RUOLO DELL’OPPOSIZIONE CONSILIARE. Il ragionamento appena espresso induce Capone a ribadire la ferma intenzione di andare avanti sulla strada della denuncia del presunto danno erariale, per quanto concerne l’esternalizzazione del servizio tributi, ma anche a ‘bacchettare’ l’opposizione per non aver verosimilmente approfondito le questioni trattate in Consiglio. “Ora è in programma l’assemblea del Pd – ha affermato – e torneremo a parlare di un progetto per Isernia, esprimendo anche un giudizio compiuto sull’operato dell’amministrazione d’Apollonio. So che i primi tempi sono difficili per tutti. Non ho alcun pregiudizio, però è ora di fare sul serio. Anche l’opposizione ha il dovere di leggersi le carte per esprimere il proprio parere sempre – ha concluso Capone – proprio perché rappresenta una forma una di controllo per l’operato dell’amministrazione e uno stimolo a fare meglio”. Dunque il monito: “Bisogna studiare e leggere tutte le delibere per capire cosa si sta per fare”.   

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