Tiberio (Idea) al lavoro per l’unità: una sintesi sui quattro macrotemi della sicurezza del territorio, sanità, lavoro, immigrazione, è stata già trovata


CAMPOBASSO. Maurizio Tiberio lavora sul programma. Quattro punti, chiari, condivisi dal tavolo del centrodestra, che vuol ripartire dai temi per raggiungere la gente e riconquistare l’elettorato. In Molise, ma non solo. Il coordinatore regionale di Idea Popolo e Libertà, di ritorno dalla festa nazionale di Matera, ha le idee chiare: sicurezza del territorio, sanità, lavoro, immigrazione, quest’ultimo un argomento insospettabile per la campagna elettorale delle Regionali, fino a cinque anni fa. Un programma forte, dunque, strutturato, capace di calamitare consenso nella maniera più trasversale possibile. E per il quale Tiberio non nasconde di voler “iniziare a fare sintesi anche su chi debba poi esserne il garante”. Una figura in grado di far saltare il banco, di stravolgere gli equilibri. Fuori dagli schemi. In mente, giura, lui ha già tutto da un pezzo. Ma i tempi non sono ancora maturi. Intanto, si lavora a far crescere il movimento.

“A Matera ci siamo confrontati con tutte le forze politiche nazionali – ha detto – Ho avuto l’onore e l’onere di parlare a nome di Idea a un tavolo cui sedevano esponenti nazionali e purtroppo il tema, molto caldo, era ‘Territorio, politica e moralità’. Abbiamo chiuso la nostra festa parlando di unità del centrodestra: è questo il benchmark che dobbiamo perseguire”.

Ma in Molise c’è il nodo Iorio, sulla ricandidatura del quale, a capo della coalizione, Tiberio non ha mai nascosto forti perplessità. Eppure, c’è chi come il senatore Ulisse Di Giacomo ha dichiarato che senza Iorio al proprio interno, il centrodestra non può vincere. “Sulla vicenda Iorio – commenta il coordinatore di Idea – preferisco non parlare più perché dobbiamo andare avanti e non guardare indietro. Sono d’accordo invece con Di Giacomo quando dice che bisogna lavorare sul programma. Noi lo stiamo facendo. Il suo sollecito lo accogliamo ma, appunto, solo come sollecito, perché noi sono mesi che ci stiamo confrontando, riuscendo a individuare i quattro macrotemi che ho citato”.

A proposito di temi: Tiberio insiste anche col discorso macroregioni. “Il dibattito sulla questione, in realtà ben più avanzate del Molise, prosegue serrato. Pochi giorni fa c’è stato l’intervento a mezzo stampa del professore emerito di diritto pubblico all’università ‘Sapienza’ di Roma, Achille Chiappetti, che rilancia la proposta di iniziativa popolare, predisposta dal Comitato Macroregioni nato su idea dell’ex consigliere regionale del Lazio, Pier Ernesto Irmici, per la costituzione di una macroregione a Statuto speciale che nasca dalla fusione di Lazio, Molise e Abruzzo, con all’interno la Provincia autonoma di Roma Capitale. Sono stato il primo, già nel 2015, a sollevare il problema della rinuncia all’autonomia del Molise per salvare i molisani. Chiesi a gran voce a tutte le forze politiche regionali di abbandonare l’idea, oramai anacronistica, dell’autonomia, ma di unirsi  in una battaglia per non far dividere il territorio molisano come nella proposta del parlamentare del Pd Roberto Morassut, ma di annetterlo integralmente in una macroregione. E parlai di un’entità composta da Lazio, Abruzzo e Molise con Roma Capitale autonoma, utilizzando il modello di Washington DC. Si avrebbe così una regione corridoio tra mar Tirreno e mar Adriatico. Come sempre, in Molise tutto passa nel silenzio. Altrove, sono pronti a fare i fatti”.

Da ultimo, Tiberio non esclude la possibilità, già nelle prossime settimane, “di alzare l’asticella per un dibattito più alto in Molise; non solo per Idea, per tutto il centrodestra, che ormai deve viaggiare in un’unica direzione: Pontida, Fiuggi e Matera la scorsa settimana hanno fatto questo”. Qualcosa di grosso bolle in pentola? Lo sapremo presto.