Le parole pronunciate dal successore di Raffaele Pagano, che oggi si è insediato negli uffici di via Tiberio. Nei prossimi giorni, ha annunciato, incontrerà i dirigenti della Dia, per analizzare la situazione del Molise e i segnali di allarme legati ai tentativi di infiltrazione delle cosche mafiose in regione
CAMPOBASSO. Impegno a contrastare i tentativi di infiltrazione da parte delle organizzazioni mafiose in Molise, segnalati nella relazione semestrale che la Dia ha presentato in Parlamento. Un impegno preso dal nuovo questore di Campobasso, Mario Antonino Caggegi, che si è insediato oggi nel capoluogo, presentandosi alla stampa. Già questore di Siracusa, l’ultimo incarico al Ministero dell’Interno, dove ha svolto funzioni di consigliere presso il Dipartimento di Pubblica sicurezza, Caggegi ha sostituito Raffaele Pagano, andato in pensione.
“Se è arrivato qualche segnale d’allarme – ha detto Caggegi – polizia giudiziaria e uffici investigativi sono già al lavoro. Nei prossimi giorni analizzerò con i colleghi della Dia gli elementi in loro possesso, per intervenire con un’attività di repressione, ma prima ancora di prevenzione. Nei giorni scorsi è stato a Campobasso il capo della Polizia Gabrielli e alcune indicazioni le ha fornite anche lui. Intanto – ha aggiunto – fatemi dare un’occhiata intorno, sono arrivato di notte, ancora non conosco la realtà”.
Oggi in via Tiberio c’era un’atmosfera da “primo giorno di scuola, un momento che si affronta con qualche incertezza, perché i compagni sono cambiati e non sai chi trovi”. Il primo impatto, ha detto, è stato positivo. E da uomo di montagna (Santa Domenica Vittoria, in provincia di Messina) si aspettava “di trovare più freddo a Campobasso”. L’unico neo, ha aggiunto, le strade, i collegamenti non certo facili. “E l’ho visto appena uscito dall’autostrada”.
“Il Molise – ha quindi affermato – non lo conoscevo ma ne ho sentito parlare molto bene, per cui sono venuto qui molto volentieri. Dai primi colloqui che ho avuto ho trovato uno staff di tutto rispetto. L’impegno che metterò sarà massimo, per continuare a far sì che la macchina continui a funzionare, proseguendo nell’opera del mio predecessore, che ringrazio, migliorando il migliorabile”. Agendo innanzitutto sul fronte del controllo del territorio e della prevenzione, “che non fa finire sui giornali – ha concluso Caggegi – ma rende di più alla comunità, perché dove c’è sicurezza c’è economia”.




