HomeSenza categoriaTirocini formativi, Coia difende la Regione: “Problemi tecnici al Centro per l’impiego”

Tirocini formativi, Coia difende la Regione: “Problemi tecnici al Centro per l’impiego”

Il presidente della Provincia di Isernia: non in discussione la liceità del bando. E si dice fiducioso sulla possibilità di recuperare gli esclusi. Mentre sull’ufficio di via Berta spiega: “Sono precari anche loro. Non dipendono da questo ente”. Ma allora di chi è la colpa?


ISERNIA.  Sul ‘controverso’ esito del bando per i tirocini formativi per gli over 30 del bacino non ricadente nell’area di crisi complessa, il presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia dice la sua. Ed esclude categoricamente la volontà politica della Regione Molise di penalizzare il territorio pentro. Per il vertice di palazzo Berta l’esclusione dei 27 aspiranti tirocinanti che si sono rivolti al Centro per l’Impiego di Isernia e sono rimasti fuori da tutte le graduatorie (ad eccezione di uno, inserito ma non ammesso a beneficio) è esclusivamente frutto di “un problema tecnico”.

Nessun dolo da parte degli organi preposti, dunque. Ma il caso resta in piedi. Al fronte di un eventuale ricorso, così come paventato da Filomena Calenda del sindacato Siap, bisognerà individuare delle responsabilità. E per Coia sono da ricercare, a questo punto, nel Centro per l’Impiego che – chiarisce il presidente – “non è alle dipendenze della Provincia, nonostante l’ente all’occorrenza anticipi le somme da corrispondere ai lavoratori, bensì dell’Agenzia regionale Molise Lavoro”. Non proprio un’accusa, in quanto il numero uno dell’amministrazione provinciale evidenzia anche come “i dipendenti del Cpi siano a loro volta precari e che vivano una situazione critica, non percependo stipendi da qualche mese. Stipendi da finanziare con fondi europei. E’ una situazione paradossale – commenta Lorenzo Coia – cui si aggiunge la carenza di mezzi. Da questo punto di vista eravamo e siamo un po’ penalizzati”. Per questo, diciamo noi, la somma compresa tra 200 e 500 euro destinata dalla Regione ai soggetti promotori per ogni tirocinio portato a compimento, poteva fare comodo anche all’ufficio di via Berta. Ma è andata male, anzi: peggio.

Tra i problemi evidenziati dagli operatori del Centro per l’impiego, ai fini del buon esito della procedura, c’era infatti il presunto blocco del sistema informatico. Il presidente di palazzo Berta sposta, poi, l’attenzione su quelli che suo avviso sono elementi di corredo da approfondire per l’analisi complessiva della questione e si mostra anche critico rispetto alle associazioni operanti nell’area pentra. “Chiaramente, essendo basato sull’incrocio di domanda e offerta, con aziende già pronte ad accogliere i tirocinanti, il bando per sua natura ha favorito il territorio più ricco. Tuttavia, mi chiedo come mai le associazioni professionali pentre, le imprese e i patronati di Isernia non si siano attivati in maniera più concreta, dal momento che sono state inoltrate solo 27 domande”.

In ogni caso, Coia si dice fiducioso rispetto alle dichiarazioni espresse dall’assessore regionale alle Attività produttive, Carlo Veneziale. “Il bando è stato sospeso e non chiuso. La Regione ha annunciato lo stanziamento di altri fondi per far scorrere le graduatorie. E io ho chiesto di tenere conto delle domande già presentate, ma non inserite nell’elenco. L’assessore – ha concluso il presidente della Provincia di Isernia – valuterà la legittimità di un simile provvedimento. Intanto, restiamo in attesa di comunicazioni ufficiali”. E i ‘sospesi’ restano nel loro limbo.

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