La Asd rinuncia al Campionato nazionale e chiede lo svincolo di tecnici, dirigenti e giocatori a due giorni dal fischio d’inizio. Ragioni economiche con sponsor venuti meno e motivi di ordine pubblico con posti limitati al Palasport alla base della decisione. Pagina nera per lo sport e l’intera città. La nota ufficiale
ISERNIA. Tramonta il sogno dell’Isernia Calcio a 5. La società sportiva, neo promossa in serie A2, rinuncia a partecipare al Campionato nazionale di futsal a due giorni dal fischio d’inizio della stagione. E, ancor peggio, cessa da oggi tutte le attività, in via irrevocabile, dopo 14 anni di onorato servizio.
La città di Isernia, a seguito di questa decisione, perde per la seconda volta, in pochi anni, il massimo titolo sportivo conseguito a causa della scarsità di fondi disponibili, del poco interesse dell’imprenditoria locale a fare da sponsor e del quasi inesistente sostegno delle istituzioni, a tutti i livelli. Già nel 2014 la Aesernia calcio a 5 di Antonio Di Franco, dopo aver disputato una sola stagione in A2, fu costretta a chiudere i battenti per motivi analoghi.
Una pagina nera per tutti: tifosi, sportivi, per la città e la regione intera, dopo le tante emozioni vissute l’anno scorso. E che dovrebbe far riflettere più di qualcuno.
Di seguito la nota dell’Asd Isernia Calcio a 5, che merita di essere riportata nella sua interezza. La A.S.D. Isernia calcio a 5 rinuncia a partecipare al Campionato nazionale di serie A2 di futsal, cui era approdata l’anno scorso dopo aver disputato un campionato stellare, dominato dall’inizio alla fine. Una decisione sofferta, ma tristemente irrevocabile, dovuta a una molteplicità di fattori che, nell’insieme, costringono di fatto la società sportiva a cessare, seduta stante, tutte le proprie attività.
“Abbiamo deciso di gettare la spugna, con la morte nel cuore – ha dichiarato la società – per sopravvenute difficoltà che non ci consentono di portare aventi il progetto sportivo nella nostra città. Dopo 14 anni di attività, e dopo aver portato in alto il nome di Isernia salendo di categoria, di anno, in anno, dalla C fino alla serie A2, ci vediamo costretti a mollare nel rispetto e nell’interesse, prima di ogni altra cosa, dei nostri circa 40 tesserati tra giocatori, tecnici e dirigenti, di cui abbiamo chiesto lo svincolo prima dell’inizio del Campionato previsto per sabato 7 ottobre alle ore 17, consentendo loro di aver l’opportunità di accasarsi presso altre società sportive e senza dover essere costretti a star fermi, come da regolamento, fino a dicembre (nel caso degli atleti) o addirittura per l’intera stagione (nel caso dei tecnici). Precisiamo di aver regolarmente pagato la quota di iscrizione al Campionato, pari a 20mila euro, a dimostrazione della nostra ferma intenzione, fino a poche ore fa, di continuare a fare sport ad alto livello nella nostra città, cosa che non è più possibile, indipendentemente dalla nostra volontà. Tra l’altro, la decisione di rinunciare ha subito comportato a nostro carico anche una sanzione pecuniaria di 15mila euro da parte del Giudice Sportivo: ulteriore prova che non poteva certo essere nostro interesse non voler disputare il Campionato di calcio a 5 nella serie A2”.
“Numerosi sono stati gli imprenditori locali – ha aggiunto la società – che avevano manifestato interesse e simpatia verso il nostro progetto sportivo già dal marzo scorso, quando vincemmo il campionato di B salendo di categoria e coronando il sogno della serie A2. Ma, nel corso delle ultime settimane, la maggior parte di essi si sono defilati per sopravvenute difficoltà nell’apportare la copertura economica assicurata in precedenza. Difficoltà che non hanno più permesso loro di esserci accanto per la nuova stagione, come avremmo auspicato, per rafforzare la solidità del progetto. Ciò avrebbe comportato che il peso economico della stagione 2017/2018 sarebbe ricaduto interamente sulle spalle di un’unica persona, da sempre il maggior finanziatore della società. E continuare da solo, per quanto ammirevole, avrebbe significato rischiare di pregiudicare le proprie attività in un contesto socio-economico, come quello di Isernia, già in profonda sofferenza”.




