Il consigliere regionale cita i dati dell’Associazione italiana degli oncologi e i riferimenti Istat, per chiedere di rivedere l’assetto della rete oncologica, alla luce del nuovo Piano sanitario. Dubbi sui tempi dell’integrazione Cardarelli-Cattolica


CAMPOBASSO. Tumori in Molise, in base agli studi dell’Associazione italiana degli oncologi, presentati il 15 settembre scorso al Ministero della Salute, si prevedono per il 2017 in Molise 1.850 nuovi malati di cancro, su una stima generale di 369mila persone su base nazionale. Una previsione a cui si aggiunge il dato dell’Istat, che ha certificato che nel 2014 in Molise sono morti 853 pazienti a causa del cancro, a fronte di 177mila decessi in Italia.

E’ quello evidenzia il consigliere regionale Michele Petraroia che, partendo dai riferimenti scientifici, che confermano il moltiplicarsi ed il diffondersi delle patologie oncologiche, chiede una riflessione sull’assetto del sistema sanitario regionale e sulle azioni intraprese per accertare le cause scatenanti dei tumori. Per investire in attività di prevenzione, bonifica ambientale ed educazione alimentare.

“Se nel 2017 – ha dichiarato il consigliere – altre 1.850 persone si aggiungeranno a coloro che sono già in terapia, si intuisce la dimensione sociale di un problema che assilla un numero crescente di famiglie molisane. E proprio per questo è utile verificare i contenuti del Piano Operativo 2016-2018, approvato con la legge 96/2017, studiando attentamente il decreto n. 47 del 28 agosto 2017, con cui il commissario ad acta ha ridisegnato la rete ospedaliera e la rete dell’emergenza”.

Per le patologie oncologiche, ha precisato Petraroia, resta confermato il ruolo di Hub all’ospedale Cardarelli, con 6 posti letto in day hospital, con l’assegnazione all’ospedale Veneziale di Isernia 4 posti letto e 6 in day hospital, e all’ospedale di Termoli 4 posti letto e 5 in day hospital. Nelle strutture pubbliche risultano attribuiti 8 posti letto in oncologia, a cui si sommano 17 posti in day hospital.

Il provvedimento, rimarca ancora il consigliere, dispone inoltre l’attribuzione di 8 posti letto alla Cattolica più 2 in day hospital per oncologia, 8 posti letto più 2 in day hospital per oncoematologia, 2 posti letto per radioterapia. Per un totale di 16 posti letto più 6 in day hospital. Tra strutture ospedaliere pubbliche e private si prevedono 24 posti letto tra oncologia ed oncoematologia, a cui si aggiungono 23 posti in day hospital.

“Lo stesso decreto – spiega ancora Petraroia – rinvia al protocollo per l’integrazione funzionale tra Ospedale Cardarelli e Fondazione Giovanni Paolo II ogni ulteriore puntualizzazione sulla cooperazione nella gestione del sistema sanitario regionale, e quindi delle cure per le patologie oncologiche. Non è dato sapere i tempi di trasferimento del Cardarelli negli spazi della Fondazione e al momento nessuno conosce quando entrerà a regime il nuovo assetto, delineato col Piano Sanitario 2016-2018”.

“Ma tale incertezza – conclude – mal si concilia con la durezza dei numeri stimati dagli Oncologi italiani. Su una problematica di simile delicatezza occorre chiarire la fruibilità concreta dei nuovi Livelli essenziali di assistenza per i pazienti molisani, integrando le 110 patologie a quelle esistenti, con la contestuale garanzia attuativa di poter accedere a terapie innovative e a farmaci di nuova generazione”.