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Tirocini formativi, si va verso il ricorso. Iacovino: “Errori evidenti”

Il noto legale di Campobasso, contattato da alcuni degli esclusi, che si erano rivolti al Centro per l’impiego di Isernia, sta esaminando il ‘caso’ 


ISERNIA. Come annunciato, si va verso il ricorso. Questa la novità nella vicenda del bando per i tirocini formativi over 30 del bacino non ricadente nell’area di crisi complessa, il cui esito ha scatenato una ridda di polemiche. Ad anticiparla, nei giorni scorsi, la sindacalista del Siap e consigliera comunale pentra Filomena Calenda per conto di alcuni esclusi della provincia di Isernia. A confermarlo, oggi, il legale Vincenzo Iacovino del foro di Campobasso.

Il ‘caso’ Isernia – lo si ricorda – è apparso, all’atto della pubblicazione delle graduatorie degli ammessi ai tirocini, alquanto controverso. Delle 27 domande presentate presso il Centro per l’impiego pentro, soltanto una (in ogni caso non ammessa a beneficio) è stata inserita nel sistema informatico ai fini dell’adesione al bando. Le altre sarebbero state caricate sull’apposita piattaforma telematica della Regione fuori tempo massimo, ossia dopo le ore 12 del 4 settembre, data in cui la procedura è stata anticipatamente sospesa per esaurimento dei fondi, trattandosi di un avviso a sportello. Un problema informatico, unitamente alla carenza di formazione degli addetti ai lavori sarebbero all’origine di queste esclusioni. Tuttavia, ai soggetti interessati che hanno visto sfumare l’opportunità di un tirocinio retribuito, anche se a tempo, le spiegazioni non sono bastate. Come non è bastata la rassicurazione della Regione circa una pronta riattivazione dei termini del bando, con un rimpinguamento dei fondi. “I nuovi finanziamenti servirebbero, infatti, a scorrere la graduatoria già esistente – aveva tuonato la stessa Calenda – che, come sappiamo, vede 166 domande non ammesse perché erano finiti i soldi messi a budget. Ma il problema è che ci sono 26 domande tagliate fuori. E il rischio, grosso, è che, in un modo o nell’altro, non verranno prese in considerazione nemmeno in seconda battuta”.

Di qui la decisione di rivolgersi ad un legale per valutare il da farsi. Contattato, l’avvocato campobassano Vincenzo Iacovino non si sbottona ma ammette: “Ci sono aspetti patologici riguardo l’accaduto, giuridicamente parlando. Aspetti che vanno valutati sia dalla pubblica amministrazione, che potrebbe correggere gli errori in autotutela; sia da parte del tribunale coinvolto perché la legge trovi attuazione.  È sintomatico – commenta – che una provincia sia stata cancellata. Peraltro, mi risulta, che la stessa sorte sia toccata all’area di Termoli.  Che sia stato un errore informatico oppure umano, pur sempre di errore si tratta. Se nel sistema qualcosa non è andato per il verso giusto, e parlo di sistema perché non intendo puntare il dito contro nessuno e non voglio supporre alcuna volontarietà, – precisa il legale – si può porre rimedio in autotutela”. Un’esortazione sembra lanciata. E la vicenda è ancora tutta in divenire. 

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