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Verso le regionali, Frattura: “Al via la verifica nel Pd e nessun allargamento della giunta”

Il governatore procede dritto con la squadra attuale fino al termine del mandato. Spera nella riproposizione dell’alleanza programmatica vincente nella scorsa tornata elettorale


CAMPOBASSO. Squadra che vince non si cambia. Prende forza da tale motto il governatore del Molise Paolo Frattura pronto a giungere alla fine del mandato senza procedere a una rimodulazione della giunta e, soprattutto, pronto a riproporsi alla guida della Regione con la stessa coalizione del 2013, compresi Di Pietro e Rialzati Molise di Aldo Patriciello, previa verifica all’interno del Pd. Questa l’estrema sintesi delle dichiarazioni rilasciate all’Ansa a pochi mesi dal ritorno alle urne.

LA GIUNTA. Frattura chiude definitivamente, a distanza di circa due anni dalle dimissioni di Michele Petraroia, all’ipotesi di un allargamento della giunta; anche dinanzi all’esigenza di rafforzare la maggioranza e placare eventuali ‘mal di pancia’. E la definisce una “scelta di coerenza”. Confessa che “mai avrebbe utilizzato la nomina per creare nuovi equilibri o fare campagna acquisti nel centrosinistra” e rivendica “ci siamo caricati di lavoro aggiuntivo”. Dunque, avanti tutta fino al termine del mandato con il convincimento che una nuova nomina “sarebbe stata male interpretata come opportunità di aggregazione” e con l’auspicio “che possa rimettersi in campo una rivisitazione dello Statuto rispettando le norme e ridefinendo anche le rappresentanze del governo regionale“.

LA CANDIDATURA. Per quanto concerne, invece, la ricandidatura in vista della prossima tornata elettorale, il presidente uscente rilancia il tema di un’analisi complessiva del lavoro svolto ai fini di una riproposizione, in cui spera. “Sto facendo una verifica con il Partito democratico e con la stragrande maggioranza della coalizione programmatica che ci ha portato a vincere le elezioni quattro anni e mezzo fa, per capire se ci sono i presupposti per una mia riproposizione – dichiara all’Ansa – Oggi parliamo di condivisione delle cose fatte. Se questa condivisione dovesse essere tale da portarci tutti a guardare con ottimismo alla tornata elettorale, è chiaro che mi farebbe piacere guidare di nuovo la proposta per i prossimi cinque anni. Allo stesso tempo mi auguro che sia riproposta anche l’alleanza programmatica che ha dimostrato di funzionare durante questa legislatura”.

Di qui un commento sugli alleati, reali o presunti, su cui l’attenzione è particolarmente focalizzata: l’ex pm Antonio Di Pietro e l’eurodeputato di Forza Italia Aldo Patriciello. Sul primo Frattura sembra non mostrare tentennamenti: “Sono convinto che Di Pietro starà con noi, mi pare di leggere con chiarezza le sue dichiarazioni. Qualcuno ha provato a mestare per creare confusione, ma Di Pietro ha già chiarito che la sua ipotesi di candidatura è al Parlamento, in un collegio che dovrebbe essere in Lombardia, come mi sembra di aver letto. Suo figlio Cristiano si è espresso in maniera chiarissima, fatte salve posizioni diverse e contrastanti del papà, ma a quel punto sarebbe difficile giustificare due familiari in due schieramenti diversi”. Sul secondo pare glissare, concentrandosi sul movimento che ha sostenuto durante la passata tornata elettorale. “Vorrei poter contare ancora sulla lista ‘Rialzati Molise’. Parlo di alleanza programmatica – ancora all’Ansa – che è la conferma dell’alleanza che ci ha portato a vincere non solo le elezioni regionali, ma anche tutte le altre che sono seguite, escluso purtroppo l’incidente di Isernia”.

PROVVEDIMENTI DI RIORDINO AMMINISTRATIVO. A chiudere le riflessioni uno spaccato sui provvedimenti in cantiere fino al termine della legislatura, oltre all’ormai famigerata modifica della legge elettorale. “Abbiamo altre proposte ferme in Commissione – ha concluso Frattura – e che riguardano il completamento della riorganizzazione amministrativa. Abbiamo, per fare un esempio, l’Eres che sostituisce gli Iacp. Abbiamo il ragionamento avviato sui consorzi industriali e sui consorzi di bonifica. Su questi temi più amministrativi mi auguro che il Consiglio possa chiudere la legislatura licenziando definitivamente le relative leggi di riordino”.

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