Termoli/ La congiuntura economica vista dagli imprenditori: intervista a Dante Cianciosi, da 36 anni sul mercato dell’edilizia e non solo
di Alessandro Corroppoli
TERMOLI. Una delle aziende più fiorenti nel settore del commercio e della vendita di materiali per l’edilizia e per la casa è la Cianciosi srl. Sul mercato da 36 anni, è situata all’interno del Nucleo industriale termolese. Con il suo titolare, Dante Cianciosi, abbiamo disquisito di crisi industriale, di aiuti alle imprese e di come si è sopravvisuti e usciti dalla crisi.
Entriamo subito nel merito. Cianciosi, la crisi è alle spalle?
“Stiamo vivendo una nuova epoca figlia della crisi stessa, quindi non so dirle se la crisi è alle spalle. Come classe imprenditoriale abbiamo vissuto tre anni davvero difficili, dove regnava il terrore che tutto potesse finire da un momento all’altro: c’era tanta liquidità a disposizione ma la paura frenava ogni progetto e investimento. Oggi abbiamo capito che la crisi ci ha catapultato in un’altra epoca, diversa, dove bisogna avere un concetto nuovo d’impresa in cui qualità del prodotto, velocità di consegna, innovazione tecnologica e personale qualificato sono i capisaldi”.
La sua azienda tratta e commercializza dai materiali per l’edilizia agli arredamenti per bagno, passando per il legno e il ferro, per finire alla segnaletica stradale e antinfortunistica. Quale il settore che ha più risentito della crisi?
“Sicuramente i materiali per l’edilizia: vi è stato un calo vertiginoso delle vendite e del fatturato. Però vorrei fare una precisazione”.
Prego, dica pure.
“Quando parliamo di crisi delle vendite tutti ci soffermiamo sul fatturato, ma bisogna andare oltre questo fattore. I prezzi salgono e scendono e molto spesso, in determinati periodi si riesce a vendere meno prodotto a prezzi più alti e avere ugualmente un buon riscontro economico. Quando parlo di calo vertiginoso intendo la quantità di prodotto venduto indipendente dal prezzo di costo. Il ferro, i solai, i mattoni e gli isolanti che ti permettono di realizzare nuove costruzioni sono stati i meno venduti. Molte fornaci, ad esempio, in questi anni hanno chiuso le loro attività, chi per scelta chi per fallimento. Questo ha determinato una diminuzione del prodotto presente in magazzino e contestualmente una sua minore vendita”.




