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Molise, il procuratore Vaccaro lascia: “La regione è peggiorata, troppe ‘famiglie foggiane’ a domicilio”

Il vertice della Procura della Repubblica di Larino andrà a guidare la Procura di Foggia. Nel suo commiato spiega: “Lascio una situazione migliorata nei numeri dei reati pendenti, ma non dal punto di vista delle infiltrazioni malavitose, a causa dell’eccessivo numero di esponenti della criminalità pugliese che scontano i domiciliari sul territorio”


LARINO. “Continuerò ad occuparmi del Molise. Lo farò molto volentieri: dopo sei anni si è creato un legame affettivo. Insomma, vado via ma continuo a tenere alta l’attenzione verso questa regione, ma da una prospettiva diversa cioè da quella del foggiano”. Così il procuratore capo della Repubblica di Larino Ludovico Vaccaro, che proprio oggi ha salutato il Molise per passare al vertice della procura di Foggia. Un saluto che arriva proprio nel giorno dell’ultima indagine portata a termine, l’operazione ‘Green Energy’, coordinata anche dal sostituto procuratore Ilaria Toncini, sfociata nell’arresto di 4 persone, un uomo e una donna di San Severo e due uomini residenti in Basso Molise, Termoli e Portocannone accusati di detenzione con finalità di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il dottor Vaccaro, dunque, saluta questo territorio ma non lo abbandona definitivamente. Lo ripete spesso durante il suo commiato e lo fa in virtù dei dati e dei risultati ottenuti durante i suoi sei anni di servizio presso la Procura di Larino. “I risultati ottenuti sono dati oggettivi realizzati grazie ad un lavoro di squadra interno ed esterno all’ufficio”. In particolare evidenzia di come rispetto al 25 ottobre 2012, data di adozione del suo programma organizzativo, vi è stato “un calo del 63,48% dei reati pendenti che sono passati da 6.837 a 2.497 se si considera quelli conclusi dai magistrati“. Diminuzione che arriva al 68,77% “se si prende in considerazione la statistica comparata, in cui sono riportati i procedimenti effettivamente pendenti, ossia quelli ancora da definire da parte dei magistrati”.

Lascia una Regione e “una terra che è peggiorata rispetto a sei anni fa perchè sono aumentate in maniera esponenziale le incursioni e i tentativi di infiltrazione criminale proveniente dal foggiano. Ci sono molti esponenti, anche di rilievo, della criminalità foggiana che scontano i domiciliari in Molise. Questo ovviamente può comportare tentativi di insediamento da parte delle ‘famiglie’. Non voglio chiaramente lanciare un messaggio di allarme perché sarebbe fuori luogo: la nostra situazione non è paragonabile a quella del Foggiano, però bisogna stare attenti, le operazioni che abbiamo portato a termine lo dimostrano”, tra cui proprio l’ultima, ‘Green Energy’.

Ricorda, poi, l’inchiesta sulla carrese più come un’operazione culturale che giudiziaria, specificando che in quell’occasione “l’importante era non entrare a piedi uniti, poiché c’era tutta una tradizione e patrimonio culturale da salvaguardare“, e la necessità di far comprendere che bisognava porre un freno ad una situazione diventata insostenibile per gli animali. “La sensibilità verso gli animali è mutata, è cresciuta notevolmente: non si può più pensare di sottoporre i buoni ed i cavalli a questi stress così forti”.

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