Ieri a Vasto il summit tra i presidenti di Molise e Abruzzo. Frattura: “Cerchiamo di utilizzare l’opera non solo ai fini irrigui”. Nell’occasione si è parlato anche della riforma dei Consorzi di bonifica
VASTO. Su input del Consorzio di Bonifica Sud-Vasto, i governatori di Abruzzo e Molise si sono incontrati nella città adriatica per discutere del progetto della diga di Chiauci, dal quale partire per rilanciare i territori, dunque l’agricoltura e l’occupazione. Nell’occasione il presidente Paolo di Laura Frattura è intervenuto sul futuro dell’invaso, sui rapporti tra le regioni coinvolte interessate dall’opera e sulla riforma dei Consorzi di bonifica.
“Quando si parla della diga di Chiauci – ha affermato – non dobbiamo fermarci solo all’agricoltura: il completamento della diga finanziato con il Patto per il Molise per 10 milioni di euro è legato non esclusivamente ai fini irrigui. Proviamo oggi a fare un’altra scommessa: capire come a fini turistici l’opera potrà essere utilizzata, una volta collaudata e messa in sicurezza. Ci sono tre comuni del Molise – ancora Frattura – che giustamente hanno chiesto misure compensative perché una parte del loro territorio è stata utilizzata per la realizzazione dell’opera: sono centri che hanno perso importanti opportunità. Consapevoli di questo, Abruzzo e Molise hanno rivisto con determinazione un accordo del 2012, coinvolgendo nel protocollo direttamente i comuni di Chiauci, Pescolanciano e Civitanova”.
Forti di questa intesa, le due regioni avrebbero così deciso di intensificare la collaborazione su diversi settori, ovvero sui grandi temi, al di là della riforma costituzionale rimandata alla prossima legislatura. “Le nostre due regioni – ha quindi commentato il governatore Paolo Frattura – possono chiudere l’accordo di confine, forse il primo del genere in Italia, che mette a sistema l’offerta sanitaria dell’una e dell’altra regione, ponendo un ospedale di area disagiata, quello di Agnone, a servizio di un’area vasta che riguarda anche l’Abruzzo. Con l’ospedale di Vasto creiamo un’alleanza forte per quanto riguarda tutto il Basso Molise. Ritengo che lo spirito di collaborazione tra le nostre regioni possa essere davvero un esempio per il resto del Paese. Non so se la Macroregione sarà la soluzione ai problemi organizzativi dei vari territori, – ha aggiunto – però sono convinto che quando si lavora con il buonsenso e quando si lascia da parte il campanile i risultati si ottengono con una maggiore facilità”.
Infine, il presidente molisano ha toccato la questione della riforma dei Consorzi. “Sono una realtà straordinariamente importante, – ha detto – ma poco compresa negli anni. In Consiglio regionale c’è la nostra proposta di riforma del settore. Noi abbiamo tre Consorzi: per quello di Larino e quello di Termoli abbiamo immaginato l’integrazione, con un arricchimento di funzioni e la partecipazione propositiva da parte delle associazioni di categoria. Perché pensare che un Consorzio debba vivere esclusivamente con gli atti dovuti dai consorziati crea un ulteriore apparato burocratico che, nella sostanza, non porta a nulla e non arricchisce le opportunità del nostro territorio. Ancora una volta la lungimiranza e la professionalità delle rappresentanze di categoria non possono che portare del bene anche al lavoro del Consorzio di bonifica, tenendo presente che si parlava di bonifiche in un’epoca storica diversa. Oggi, semmai, più che parlare di bonifica – ha concluso Frattura – dobbiamo capire come incentivare e qualificare le produzioni agricole in una logica di filiera”.



