Lei è uno dei fondatori di Alleanza Civica per il Molise. Perchè nasce e quali vuoti andrebbe a colmare nel panorama politico regionale?  
“Da qualche anno a questa parte va sempre più aumentando la percentuale dei non votanti, ultimo esempio in Sicilia e a Ostia. Lo stesso Movimento 5 Stelle, che si era presentato come movimento anticasta e argine a questa deriva, non è riuscito nell’impresa. L’associazione Alleanza Civica per il Molise si pone come obbiettivo il coinvolgimento di una tutta una fascia di popolazione che si è allontanata dalla politica e dalle urne”.

Come farla riavvicinare?
“Attraverso il  coinvolgimento diretto di associazioni di volontariato, associazioni cattoliche e sindacali e movimenti civici che si battono per il bene comune. Democrazia, trasparenza e partecipazione sono i cardini principali sui quali ci stiamo muovendo”.

Come direbbero gli economisti, l’offerta incontra la domanda?
“Nel territorio regionale esistono elementi di una nuova partecipazione e di un nuovo protagonismo sociale che possono intercettare tutto quel mondo fatto da partite iva, operai, dipendenti del terzo settore e giovani che, purtroppo, non partecipano più alle sorti della cosa pubblica. Non siamo contro i partiti, ma siamo per ridare partecipazione alla cosa pubblica e, paradossalmente, rinnovare i partiti stessi. Forse siamo una delle ultime occasioni per tentar di cambiare il nostro amato Molise”.

Questo nuovo civismo può diventare un soggetto politico?
“Sarà un percorso lungo e non sarà facile perchè i tempi stringono, ma ha tutte le potenzialità per esserlo”.

confederazione civicaIn quest’ottica  nasce Confederazione civica?
“Confederazione civica è un insieme di associazioni e movimenti civici, alcuni dei quali hanno già esperienze politiche alle spalle, che mette al centro della sua azione il bene comune non solo materiale, ma anche umano. Ridare la parola ai cittadini, far avvicinare alla gestione della cosa pubblica i giovani con il loro entusiasmo e bagaglio di idee innovative”.

Pochi giorni addietro vi siete presentati ufficialmente, chi sarà il vostro candidato presidente?
“Abbiamo invertito il percorso. Per la scelta dell’uomo o donna che dovrà fare una sintesi abbiamo avviato una fase di ascolto con i cittadini: appuntamenti pubblici dove ognuno può portare idee e proposte programmatiche. Attraverso l’ascolto dei cittadini andremo ad ampliare la proposta programmatica, dalla quale arriverà anche una indicazione e un’ipotesi di leader, fermo restando che: non deve avere nessun conflitto d’interesse, deve avere delle competenze e capacità nel campo della gestione della cosa pubblica e deve essere una figura nuova, staccata e lontana dal sistema politico attuale. Solo così potremmo dare forza al progetto civico messo in campo e iniziare davvero un percorso di rinnovamento della politica”.

Vi alleerete con qualcuno? Dove vi collocate nello scacchiere politico regionale?
“Sicuramente non faremo alleanze strutturali con i partiti esistenti, ma ci metteremo a disposizione e attiveremo collaborazioni con organizzazioni che mettono al centro del loro fare il ‘noi’, la partecipazione collettiva e il rinnovamento della politica. Un progetto ambizioso che non vuole avere nessuna presunzione egemonica rispetto ad altri, ma solo di condivisione per aumentare la possibilità di rinascita di questa Regione. In definitiva, potrebbe essere questo il vero quarto polo, quello dei cittadini”.

anita di giuseppe giuseppe astoreUn programma ambizioso, belle parole e fini nobili. Ma il Molise deve ripartire ancora da Antonio D’Ambrosio, Giuseppe Astore e Anita Di Giuseppe? Non rischiate di essere voi stessi la zavorra del nuovo civismo?  
“E chi se non noi! Siamo partiti con l’idea che dopo aver ricevuto molto dalla politica fosse giusto restituire qualcosa. Sul tavolo abbiamo messo a disposizione esperienza, competenza e voglia di confronto con quei giovani che ormai sono lontani dalla politica e, più in generale, non hanno volontà e voglia di intervenire nel dibattito  politico. Il nostro obiettivo non è quello di candidarci e tornare su una poltrona importante, no. Il nostro obiettivo è quello di costruire insieme a quella parte di società, il ceto medio ad esempio, che è sfiduciato e arrabbiato con il nuovismo attuale: non bisogna solo essere giovani, ma avere anche capacità, esperienza e conoscenza di quello che si va a gestire, a maggior ragione se riguardata tutti noi. Invito i giovani a venire ai nostri incontri per confrontarsi, a proporre idee e a mettersi in discussione perchè stiamo parlando del loro futuro”.

Quindi non si candiderà?
“No, ma sento il dovere morale di mettermi a disposizione delle nuove generazioni: in me, in noi troverete persone pronte ad aiutarvi, a confrontarsi e a regalarvi idee e consigli”.