“Cavalcando la crisi con obiettivi di rottura – ha detto ancora Colavita – si rischia di perdere le giuste occasioni per modernizzare il Paese, renderlo più leggero, meno costoso, più adeguato ad affrontare le sfide mondiali. Così facendo, si lascia spazio a movimenti che fanno del populismo il proprio marchio di fabbrica: contro l’Europa, contro le Istituzioni, contro i diversi, contro il Mezzogiorno, contro chi è più debole. Contro tutti. Lo sappiamo, la nostra è una campagna in salita.
Il Paese e, ancora di più, il nostro Molise, in questi anni si sono trovati in una condizione di difficoltà, dovuta alle scellerate politiche degli anni precedenti, che imponevano scelte impopolari. Rientrare nelle regole europee volte a rispettare il risanamento del bilancio pubblico ha richiesto valutazioni coraggiose. Si è trattato di un passaggio obbligato. Ora più che mai dobbiamo convincere le persone a riavvicinarsi alla politica. Dobbiamo recuperare il senso della comunità, della solidarietà per affrontare i problemi dei cittadini del mondo. Dobbiamo dire che anche noi siamo cittadini del mondo e che non possiamo escludere più nessuno. In questo momento mi rendo conto che raccontare queste cose è difficile. Ma il Mondo, l’Europa, da noi, dall’Italia, si aspetta questo senso di responsabilità. Si aspetta che proseguiamo nelle decisioni prese, nel solco delle riforme iniziate”.
“Per avanzare in questa azione, – ha concluso Colavita – occorrono persone responsabili, consapevoli, esperte, con alto senso dello Stato e della legalità. Non è possibile pensare alla crescita del Paese al futuro delle nostre aziende, all’occupazione dei giovani utilizzando il populismo, la demagogia, il sovranismo antimeridionale dei nostri concorrenti. È una strada troppo semplice e le scelte comode non hanno in sé una progettualità seria per costruire un futuro che inizia oggi”.
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