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Frattura a fine mandato si congeda: “Con noi il Molise fuori dall’incubo”

Il governatore uscente traccia un bilancio dell’attività svolta in cinque anni, tra la soddisfazione per una programmazione puntuale e l’amarezza per la scarsa comunicazione dei risultati ottenuti: “Lascio una regione che sta in piedi con le proprie gambe”


CAMPOBASSO. Tempo di bilanci per il governatore uscente, a pochi giorni dalla fine del mandato e non in lizza per una presidenza bis.
Paolo di Laura Frattura passa il testimone, con la convinzione di lasciare un Molise pronto a camminare sulle proprie gambe, forte di un’oculata programmazione, e con l’amarezza di non essere riuscito a comunicare al meglio il lavoro svolto ai cittadini. Ma c’è la fiducia negli effetti prodotti che, a breve, dovrebbero essere evidenti.

Paolo Frattura, un bilancio sul suo mandato.
“Sono stati cinque anni complicati, caratterizzati da scelte davvero difficili ma che ci danno la possibilità di consegnare un Molise davvero diverso ai molisani. Il rammarico è che, purtroppo, nei cittadini ancora non c’è la percezione del lavoro svolto, ma sono convinto che, di qui a poco, quando partiranno i cantieri, tutto cambierà e saranno evidenti tutte quelle iniziative rese possibili proprio dai sacrifici che durante questi cinque anni abbiamo chiesto ai molisani”.

C’è qualcosa in particolare che avrebbe voluto fare e che non è riuscito a portare a termine?
“Sicuramente, il confronto con tutti i molisani per poter spiegare e raccontare le cose fatte, visto che purtroppo la percezione non è reale. O lavori o racconti quello che stai facendo. C’è mancato il tempo del racconto, perché siamo stati impegnati alacremente in questi anni a riassettare la Regione Molise”.

Invece l’eredità più importante che lascia?
“Una regione che sta in piedi con le proprie gambe; una regione che non deve presentarsi con il cappello in mano da nessuno; una regione che ha fatto della programmazione l’opportunità di sviluppo. Programmazione che però, ripeto ancora una volta, è legata alle opportunità finanziarie, per trasformare in atti concreti quanto programmato. Si è detto che la politica deve accompagnare il sogno, oppure la possibilità dei propri cittadini di sognare e io sono convinto che il momento dei brutti sogni, per non dire degli incubi, sia finito e che davvero si possa tornare a raccontare anche fuori dal recinto amministrativo regionale quanto di bello e quante opportunità questa regione è in grado di offrire”.

Cosa si aspetta da queste elezioni regionali. Qual è il vero avversario da battere?
“Purtroppo è un avversario che non si confronta. Ho imparato, forte di un’esperienza diretta negli ultimi anni e indiretta per una storia di famiglia, che si costruisce la proposta con il confronto prima con i cittadini e poi tra candidati, perché i cittadini possano cogliere quale proposta sia la più convincente per il futuro della propria terra. Questo ad oggi purtroppo manca, per cui diventa difficile poter fare delle previsioni. Io sono sostenitore e tifoso di Carlo Veneziale, mi auguro che un galantuomo come Carlo possa guidare la Regione Molise per i prossimi anni”.

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