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Terremoto, conclusi i controlli. Toma: solo tanta paura, ma occorre un Piano straordinario per gli edifici

Il governatore: problema della vulnerabilità sismica comune in tutto il territorio nazionale. Chiederò l’intervento della Conferenza delle Regioni


CAMPOBASSO. “Dalle indagini effettuate nel corso della giornata di ieri, non è emersa alcuna criticità. Pertanto, allo stato attuale, possiamo affermare che le scosse sismiche che hanno interessato il territorio molisano hanno prodotto, fortunatamente, solo un grande spavento nella popolazione dei comuni che ricadono nell’area del Castellelce, luogo dell’epicentro, ma anche in quelli di tutto il basso Molise e della costa”. Ad affermarlo è il presidente della Regione Molise, Donato Toma, che ieri, accompagnato dall’ingegnere Massimo Pillarella, si è recato in diversi paesi del basso Molise, molto vicini all’epicentro, dove il movimento sismico è stato avvertito in maniera violenta.

“Ho ritenuto opportuno – dice il presidente – rendermi conto di persona della situazione all’indomani dell’evento sismico, ma anche far sentire la vicinanza delle istituzioni alla popolazione. Ho parlato a lungo con i sindaci, ho ascoltato diversi cittadini preoccupati dal fatto che la maggior parte delle loro abitazioni non sia adeguata sismicamente. Questo è un grosso problema che deve essere affrontato e risolto. Non possiamo affidarci solo alla fortuna o alla circostanza che le scosse siano di bassa magnitudo”.

“In questo momento, com’è giusto che sia – prosegue Toma – il Governo nazionale, dopo la tragedia di Genova, è tutto concentrato sulla questione delle infrastrutture viarie e già si parla di un Piano straordinario per mettere in sicurezza o ricostruire edifici e opere pubbliche, ponti e viadotti innanzitutto. Bisogna, però, che a livello nazionale prendano coscienza che ci sono vaste aree del Paese a rischio sismico, che gran parte del patrimonio abitativo privato è stato costruito prima degli anni 80 e, quindi, particolarmente vulnerabile, che i costi per le opere di consolidamento e adeguamento sismico sono molto onerosi e non sempre il privato è in grado di sostenerli. È dimostrato, tra l’altro, che la ricostruzione comporta costi maggiori rispetto a quelli di un eventuale Piano di sostegno ai privati per lavori di adeguamento sismico. La questione – conclude il governatore – è complessa e mi rendo conto che richiede un impegno finanziario di vasta portata. Il Governo deve farsi sentire in Europa e, affinché si affronti questa tematica, è mia intenzione chiedere l’intervento della Conferenza delle Regioni. Del resto, quello del rischio sismico non è un problema solo molisano”.

 

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