Ad annunciarlo, sul gruppo facebook ‘Comitato Bene Comune Veneziale’, lo stesso dirigente medico dell’Asrem, che lancia contestualmente un appello alle forze politiche affinché si mobilitino in difesa dell’articolo 21 della Costituzione


ISERNIA. La notizia rimbalza sui social tramite il gruppo facebook ‘Comitato Bene Comune Veneziale’. Ed è il diretto interessato a comunicarla: nuovo procedimento disciplinare, il secondo in ordine di tempo, a carico del medico isernino Lucio Pastore, strenuo difensore della sanità pubblica.

All’origine del provvedimento ci sarebbe l’attivismo del dipendente Asrem contro la privatizzazione del sistema sanitario molisano, sfociato in più occasioni nella partecipazione diretta a manifestazioni di protesta ed altre attività simili.

“La problematica sanità nella regione Molise – scrive il noto dirigente medico, rimarcando i termini delle sue ‘battaglie’ – è arrivata ad un punto critico. Vorrei, con pacatezza, riportare i termini della questione nel giusto contesto. Si è scelto di ridurre i finanziamenti al servizio pubblico per darli ai privati convenzionati. Se si legge il POS con l’aumento dei posti letto ai privati, l’aumento delle convenzioni, il progressivo smantellamento dei piccoli ospedali, prima, e di quelli maggiori, dopo, si comprende in maniera chiara che la finalità di tutta questa operazione è spostare i fondi del sistema sanitario verso i privati per farli finire in profitto. Da queste scelte nascono le esigenze di chiudere i pronto soccorsi dei piccoli ospedali, oltre allo smantellamento degli stessi. Abbiamo gli altri pronto soccorsi costantemente intasati, con tempi di attesa enormi per ricoveri ed altre prestazioni. Manca personale e – prosegue Pastore – i mezzi diagnostici sono sempre più obsoleti ed insufficienti. Alternative territoriali non esistono e l’unica risposta possibile è quella delle strutture private convenzionate. Ma queste si scelgono i pazienti, non avendo proto soccorso, per cui la risposta nell’urgenza è sempre più precaria in queste condizioni. Non esistono forze politiche che assumono una posizione vera e chiara in difesa della sanità pubblica. Vorrei ricordare – sostiene – che per aver detto pubblicamente queste cose sono stato sottoposto a procedimento disciplinare con sospensione dal servizio. Ho fatto ricorso alla magistratura del lavoro e sono in attesa di discutere questi provvedimenti. Tuttavia, poiché ho continuato a denunciare il fatto che il processo di privatizzazione sta determinando le disfunzioni della sanità che tutti i cittadini conoscono, si è avviato nei miei confronti un secondo procedimento disciplinare”.

Di qui l’appello: “Vorrei comprendere, a questo punto, – conclude il medico isernino – se esiste qualche forza politica che si batterà non a favore della mia persona ma in difesa dell’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di parola. Non ho rubato, non ho truffato, non ho danneggiato nessuno. Ho solo denunciato i mali della privatizzazione della sanità. Sono in trepida attesa di saperlo”.

Numerose le manifestazioni di solidarietà e di stima nei confronti del dirigente medico del Veneziale, con la speranza di interventi risolutivi da parte delle forze politiche e degli organi preposti.

 

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