Questo pomeriggio la cerimonia, celebrata dal vescovo Camillo Cibotti. Nella sua omelia un ricordo del ruolo avuto dal sacerdote nei confronti della comunità


ISERNIA. Un punto di riferimento, per Isernia e in particolare per i giovani del centro storico, che guardavano a lui come a un esempio, oltre che a un punto di riferimento religioso per tutta la comunità. Questo era Don Vincenzo Chiodi, rimpianto parroco emerito della Cattedrale, morto ieri. Grande partecipazione e grande commozione ai funerali, che si sono svolti questo pomeriggio, celebrati dal vescovo di Isernia Camillo Cibotti.

“Lo avete conosciuto nella vostra infanzia e nella vostra adolescenza – ha detto il vescovo nell’omelia – molti di voi lo hanno avuto anche come professore. Ricordiamoci di questo Don Vincenzo per il bene che ha fatto e che l’ultima parte della sua vita non ha potuto cancellare, per cose indipendenti dalla sua volontà e che non sta a noi giudicare”.

Un riferimento, nelle parole di Camillo Cibotti, alla sospensione a divinis adottata nei suoi confronti, dopo che il parroco aveva manifestato l’intenzione di candidarsi alle Elezioni comunali, nel 2012, per aiutare, aveva detto all’epoca “chi ha bisogno”. Nelle parole del vescovo parole quasi di scusa per quel provvedimento, a cui aveva fatto seguito la malattia che negli ultimi anni aveva colpito il parroco. A cui la città oggi ha voluto rendere omaggio. Dopo la cerimonia funebre la tumulazione nel cimitero di Gallo Matese, paese di cui il sacerdote era originario. 

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