HomeNotizieCRONACAAuditorium, ecco perché Tonino Di Pietro ha le ‘mani pulite’

Auditorium, ecco perché Tonino Di Pietro ha le ‘mani pulite’

Francesco Maria De Vito Piscitelli aveva calunniato l’ex ministro alle Infrastrutture di aver ‘manovrato’ l’appalto per la sua costruzione


ISERNIA. Un’accusa ‘infamante’ soprattutto per la storia che il destinatario ha contribuito in maniera determinante a scrivere. Sul banco degli imputati Francesco Maria De Vito Piscitelli, accusato da Antonio Di Pietro, pm del pool ‘Mani Pulite’, ex ministro alle Infrastrutture con Romano Prodi, fondatore dell’Italia dei Valori e questa volta protagonista, come parte civile, per difendersi dalle dichiarazioni rese dal costruttore (ai domiciliari per altri reati) in merito all’aggiudicazione dell’appalto dell’Auditorium.

I fatti sono datati nel tempo, anzi sono trascorsi 6 anni esatti da quel giorno in cui ‘La Repubblica’ pubblicò le dichiarazioni di Piscitelli che, in sostanza, accusava l’ex ministro Di Pietro di aver ‘manovrato’ l’appalto milionario per la costruzione dell’Auditorium di Isernia.

Francesco Maria De Vito Piscitelli, grande accusatore nel processo Balducci-Anemone, per la vicenda che coinvolge l’ex ministro è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali e di 20mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva. Per il giudice Maria Laura Pesano della IV Sezione Penale del Tribunale di Roma, Piscitelli non solo era consapevole della falsità delle sue accuse ma anche, e soprattutto, era perfettamente a conoscenza della estraneità di Antonio Di Pietro (difeso dall’avvocato Iulia Iemma) ai fatti che gli attribuiva. Sembra una sorta di ‘meccanismo ritorsivo’ a più mani, per colpire l’uomo che aveva segnalato con due lettere (nel 2007) alcune stranezze degli appalti legati alle grandi opere da realizzare per i 150 anni dell’Unità d’Italia e che aveva ‘estromesso’ Balducci dal Ministero delle Infrastrutture.

Tutto comincia nel 2005 quando l’amministrazione di Isernia emana un bando per la costruzione di un auditorium il cui costo era stimato in 5 milioni di euro. Cifra che viene stanziata dalla Regione Molise guidata all’epoca dei fatti dal presidente Iorio. La gara per il progetto viene vinta dall’architetto Pasquale Culotta e l’opera viene fatta rientrare tra gli “interventi relativi alle Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia”. Il progetto viene poi preso in mano dalla Struttura tecnica di missione presso la Presidenza del Consiglio, cioè dalla Protezione civile allora guidata da Guido Bertolaso, che ne diviene stazione appaltante. In questo ambito, un ruolo apicale nell’assegnazione degli appalti lo assumerà l’ingegnere Angelo Balducci, estromesso dal Ministero proprio da Di Pietro e diventato figura di vertice del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, istituito anch’esso presso la Presidenza del Consiglio.

I costi per la realizzazione dell’opera, come è noto, lievitano nel tempo raggiungendo i 55 milioni (50 in più dei 5 previsti). Ed è in questa fase che entra in scena l’ingegnere Enrico Bentivoglio, assunto inizialmente presso il Provveditorato e in seguito al Consiglio superiore per i lavori pubblici.

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