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La Cgil Molise: Mimmo Lucano, uno di noi

Il neo segretario Paolo De Socio e altre dieci associazioni culturali molisane scrivono agli amministratori del Comune capoluogo: concedete la cittadinanza onoraria al sindaco di Riace. Immediata la bocciatura del Sinlai, per voce del segretario Giustino D’Uva: “Proposta risibile”. Intanto, il presidente del Consiglio comunale, Michele Durante, si dice “felicissimo di portare avanti in Consiglio, nel rispetto delle procedure, questa richiesta. Ho già pronto un ordine del giorno di solidarietà a Lucano e di riconoscimento del modello di integrazione da lui concretizzato”.


CAMPOBASSO. Mimmo Lucano non deve essere lasciato solo. Occorre fargli sentire la vicinanza, la condivisione di un percorso e di un’idea che oggi, più che mai, deve essere ribadita con forza.

E così il nuovo segretario della Cgil del Molise, Paolo De Socio, ha preso carta e penna e ha scritto al Sindaco di Campobasso, Antonio Battista, al presidente del Consiglio comunale, Michele Durante e a tutti gli amministratori del Comune capoluogo perché “valutino la possibilità di attribuire al sindaco di Riace la cittadinanza onoraria”.

Il volto di Mimmo Lucano è la fotografia di un mondo fatto di accoglienza ed integrazione, modelli che dovrebbero ispirare la quotidianità di ognuno, in tutti i gesti e nelle azioni verso l’altro, sia esso un vicino di casa o un uomo che cerca una via di fuga per ricominciare a vivere.

Paolo De Socio sottolinea che “l’assegnazione del riconoscimento costituirebbe un gesto di alto valore simbolico a premio di un’esperienza amministrativa difficile e complessa che ha saputo coniugare i valori costituzionali con l’emergenza incombente dell’accoglienza e dell’integrazione delle persone immigrate”.

La procedura da regolamento impone che la richiesta sia valutata dalla Commissione Cultura, presieduta dalla consigliera Giovanna Viola.

La richiesta avanzata dal neo segretario della Cgil Molise è stata condivisa, per il momento, da alcune associazioni come Il Bene Comune , La Fonte, la Società Italiana per i beni culturali, l’Associazione Pro Arturo Giovannitti, Il circolo La Zampogna di Scapoli, Legambiente Molise, l’associazione Padre Giuseppe Tedeschi, l’Associazione Nazionale Partigiani, l’Unione degli Studenti e l’associazione Uniti per La Costituzione.

 Paolo De Socio, Antonio Ruggieri, don Antonio Di Lalla, Antonietta Caccia, Isabella Astorri, Antonio D’Ambrosio, Manuela Cardarelli, Anna Spina, Loreto Tizzani , Oriana Leone e Michele Barone rimarcano all’attenzione degli amministratori del capoluogo molisano che Riace, per i comuni del Molise interno, “rappresenta un fecondo modello di successo per la rigenerazione dei territori e delle nostre comunità regionali” sottolineando quindi “la valenza particolare che il conferimento avrebbe proprio in questo cruciale momento per il coraggioso sindaco del comune calabrese”.

Intanto, il presidente del Consiglio comunale di Campobasso, Michele Durante, annuncia la presentazione di un ordine del giorno di solidarietà al sindaco di Riace e di riconoscimento del modello di accoglienza e di integrazione portato avanti.

A stretto giro di posta è arrivata la posizione del Sinlai che boccia come risibile la proposta della Cgil Molise.

“Il sindaco di Riace – ricorda Giustino D’Uva dirigente nazionale del Sindacato Nazionale dei Lavoratori Italiani –  ad oggi è sospeso perché indagato per truffa allo stato, concussione e abuso d’ufficio. La Cgil è sempre più ridicola, tanto più in Molise. In regione il lavoro è un miraggio, la disoccupazione la principale piaga sociale; ed il primo sindacato del Paese non fa che pensare agli immigrati, ultima frontiera di tesserati. Addirittura ora il sindacato della Camusso si è spinto fino a richiedere la cittadinanza onoraria per Domenico Lucano, il quale da sindaco di Riace ha gestito l’accoglienza in un modo che è l’emblema del business della speculazione, finendo addirittura nel mirino della Procura per truffa allo stato ed altri reati”.

Giustino D’Uva si appella all’amministrazione comunale di Campobasso: “Ci auguriamo che l’Amministrazione campobassana non tenga neanche conto della risibile proposta, secondariamente teniamo a sottolineare che fortunatamente la Cgil sta scomparendo e la disperata rincorsa agli immigrati, persino in ipotesi di condotta illegale, non è che la riprova del loro fallimento e della loro condotta anti-nazionale”.

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