HomeSenza categoriaQuel 'maledetto' 31 ottobre di 16 anni fa

Quel ‘maledetto’ 31 ottobre di 16 anni fa

Ha preso poi la parola, per la minoranza, Vittorio Nola che si è commosso ricordando la sua personale esperienza quando, assieme al senatore Astore, si recò a San Giuliano davanti alle macerie della scuola e fece visita al cimitero dove riposano i 27 bambini. La sua commozione, in aula, ha reso palpabile il sentimento che da 16 anni accompagna questa giornata segnata dal dolore e dal ricorso. Anche dal consigliere Nola l’appello a che tragedie simili non debbano ripetersi, sebbene la storia recente ci abbia messo di fronte ad emergenze ugualmente dolorose, frutto dell’imperizia dell’uomo pià che della furia devastatrice della natura.

La consigliera Paola Matteo, che è intervenuta per la maggioranza, ha portato il suo ‘carico emotivo’ di donna, madre, persona colpita negli affetti familiari da un dolore ugualmente forte e da insegnante. Le sue parole forti hanno assunto il senso di un richiamo alla serietà e alla concretezza, che la politica ad ogni livello istituzionale deve fare propri.

Alla seduta odierna, per motivi istituzionali (è impegnato a Roma alla Conferenza Stato Regioni) il governatore Toma. Il suo contributo è stato letto all’aula dal vicepresidente della Giunta, l’assessore Vincenzo Cotugno. Il presidente della Regione, nel ripercorrere gli eventi che segnarono quella giornata, ha voluto fortemente rimarcare le parole della ‘mamma coraggio’ Nunziattina Porrazzo, pronunciate nel giorno dei funerali di suo figlio, morto sotto le macerie di quella scuola. Durante la cerimonia, 16 anni fa, mamma Nunziatina gridò dall’altare il suo appello che ancora oggi ha la violenza di un pugno nello stomaco. “Chiediamo che tutte le scuole siano sicure. Vogliamo che nessuna mamma, nessun papà pianga, come noi, i loro figli’. toma in piedi

E il governatore Toma (in una foto d’archivio) parte da quell’appello “che, negli anni, ha registrato un’ampia condivisione ed è servito a formare una consapevolezza diversa rispetto al problema della sicurezza nelle scuole. Va detto, però, per una questione di onestà e serietà intellettuale, che l’appello di Nunziatina Porrazzo ha messo, e continua a mettere, a dura prova quanti, nei diversi livelli istituzionali, lo hanno raccolto e fatto proprio sul piano concettuale, ma non sono riusciti sempre a trasferirlo su quello fattuale. La situazione dell’edilizia scolastica del Paese è drammaticamente nota. Il Molise si allinea ai dati nazionali, anche se è il caso di rilevare – e non è fatto di poco conto – che la situazione risulta essere migliore rispetto a quella di altre regioni d’Italia. Molto è stato fatto. In questi sedici anni, diversi edifici sono stati migliorati e adeguati, sono stati costruiti plessi e poli scolastici con criteri antisismici. Ma molto resta ancora da fare, non dobbiamo fermarci, la nostra missione deve essere quella di non avere un attimo di tregua fin quando non saremo in grado garantire scuole sicure su tutto il territorio. Dal 2003, i vari Governi che si sono succeduti alla guida del Paese hanno annunciato misure idonee per la sicurezza delle scuole, ma questo obiettivo programmatico non si è tradotto, fin qui, nella messa in campo di azioni e risorse coerenti a sostenere tali impegni. Occorre un deciso cambio di passo. Gli esperti, da anni, ci ammoniscono sulla necessità di intervenire seriamente con un Piano straordinario di adeguamento o miglioramento sismico su tutto il patrimonio, pubblico e privato, del Paese, e fanno notare che, nel medio e lungo periodo, lo stesso avrebbe costi decisamente minori rispetto a quelli che occorrono per l’attuazione della ricostruzione post-sisma. Ci vuole un impegno corale, una scelta politica che superi anche le anguste logiche di partito, per il raggiungimento di uno scopo che non ha né colori, né bandiere. Devo dare atto che questo Consiglio regionale ha dato prova di grande maturità approvando all’unanimità, lo scorso 1° ottobre, un ordine del giorno che affronta a trecentosessanta gradi il tema della sicurezza nell’edilizia scolastica. Un atto che, senza pretenziosità, si inserisce nell’alveo di quelle azioni politiche utili a non dimenticare, a onorare la memoria dei “Piccoli Angeli” di San Giuliano di Puglia, a fare in modo che il messaggio lanciato da “mamma coraggio” non resti inascoltato e sia sempre dirimente nel nostro agire politico”.

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