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Precari Asrem: prima la ‘beffa’ del bando che li esclude, ora la richiesta di accesso agli atti inevasa

Vorrebbero impugnare la procedura, ma non possono: la strana vicenda dell’avviso pubblico destinato agli assistenti sociali con contratti di collaborazione. L’iter parte con Frattura e si ferma fino ad agosto. Poi, dopo la pubblicazione, viene aggiunto un requisito specifico che misteriosamente non viene considerato ai fini del punteggio. E infine la graduatoria che li vede in fondo alla classifica


CAMPOBASSO. ‘Beffati’ per la seconda volta. I precari Asrem che dal 2011 lavorano nell’Azienda sanitaria regionale in qualità di assistenti sociali, con contratti co.co.co, dopo essere stati esclusi dagli esiti dell’avviso pubblico nato per consentire una continuità lavorativa utile ai fini della eventuale stabilizzazione, da oltre un mese aspettano gli atti di quel procedimento di selezione che li ha tagliati fuori, indispensabili per capire se intraprendere o meno un’azione giudiziaria di tutela.

Un mese ieri, per essere precisi. E nessuna risposta, nessun documento da consultare per decidere magari di proporre ricorso nei tempi di legge. Il buio.

L’avviso pubblico reca la data del primo agosto 2018, quindi con un nuovo Governo regionale nel pieno delle sue funzioni, ma la sua origine è da rintracciare nella precedente legislatura: i precari Asrem, al lavoro da ben sette anni con funzioni di responsabilità e operatività, di fatto avrebbero potuto essere stabilizzati grazie alle procedure del Decreto Madia. All’ennesima scadenza del contratto co.co.co, il Governo regionale di centrosinistra ipotizza di emanare un avviso per tutte le figure professionali (di ambito tecnico e non sanitario, quindi assistenti sociali, psicologi, informatici e fisioterapisti), con la prospettiva ‘medio tempore’ di un contratto a tempo determinato. Una sorta di ‘ponte’ tra i troppi contratti di collaborazione del passato e la eventuale stabilità lavorativa di un futuro, si spera prossimo.

I bandi per le varie figure professionali precarie vengono pubblicati, ma in quello destinato agli assistenti sociali spunta una modifica in quanto manca il requisito specifico che diventa, a sua volta, una integrazione dello stesso avviso pubblico: “In possesso di tre anni di esperienza maturati presso strutture del SSN pubbliche e/o private accreditate documentati da contratti di lavoro di qualsiasi natura”. Integrazione che, misteriosamente, non viene presa in considerazione ai fini della partecipazione al bando che, per come è strutturato, allarga la platea, stravolgendo i criteri ipotizzati all’origine e rivolgendosi anche ai non precari Asrem .

Con la pubblicazione della graduatoria si confermano le perplessità dei precari storici, quelli che avrebbero dovuto essere ‘dentro’ in forza degli anni passati a lavorare per l’Asrem con contratti di collaborazione. Quelli che, per effetto del Decreto Madia, avrebbero dovuto avere la possibilità di una stabilizzazione.

Entrano, quindi, i professionisti che invece vantano contratti di lavoro a tempo determinato o addirittura indeterminato, sottoscritti con cooperative sociali o con gli Ats (Ambiti territoriali sociali). I punteggi maggiori derivanti da queste tipologie di contratto portano in fondo alla classifica i precari storici con contratti di collaborazione.

Nei mesi precedenti l’avviso pubblico era stato approfondito con i Tavoli tecnici e l’ex presidente Frattura, nel suo ruolo di Commissario ad Acta, aveva individuato i progetti, i fondi necessari e le modalità dell’avviso. L’Asrem, però, fino al primo di agosto, non muove foglia e non procede alla pubblicazione. Quando poi si attiva, non tiene conto del motivo per il quale era nato: dare una continuità ai precari Asrem che poi, con l’eventuale applicazione del Decreto Madia, si sarebbero potuti stabilizzare.

A un mese di distanza dalla richiesta di accesso agli atti avanzata dai precari esclusi dalla graduatoria, l’Asrem non ‘risponde’, visto che l’istanza risulta inevasa.

I trenta giorni come da legge sono trascorsi, dei documenti nessuna traccia e l’eventuale ricorso al Tar avverso la graduatoria che segue l’avviso pubblico ( ricorso che dovrebbe basarsi su tale documentazione), resta sospeso. Come il destino dei precari storici.

 

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