La corsa regionale Campobasso-Isernia passata da 3.10 a 3.60 a tratta. Rincaro che fa pendant con la chiusura della biglietteria e con i frequenti disagi segnalati dai viaggiatori. L’assessore ai trasporti Niro scrive a Trenitalia e torna a paventare la rescissione del contratto di servizio


CAMPOBASSO. Non bastavano i disagi segnalati a cadenza periodica dai pendolari: treni spesso in ritardo, convogli superaffollati, riscaldamenti che non funzionano d’inverno e condizionatori che non funzionano d’estate. Ora ci sono anche gli aumenti.

Il 2019 comincia con i rincari per gli ‘aficionados’ dei treni molisani. Quelli che, nonostante tutto, preferiscono viaggiare ‘comodi’. Eh sì, perché come ha sancito l’ultimo rapporto di ‘Pendolaria’, sui treni molisani si viaggia davvero comodi, se la linea Campobasso-Roma risulta essere tra le dieci peggiori d’Italia.

bigliettoStavolta, però, si parla dei collegamenti regionali. La tratta Campobasso-Isernia, sulla quale dal 1° gennaio sono scattati gli aumenti: 50 centesimi in più, con il costo della corsa passato da 3 euro e 10 a 3 euro 60 centesimi a tratta. La tratta Campobasso-Venafro è passata invece da 4.45 a 5.10, mentre l’abbonamento è passato da 69,90 a 80,40. Eh sì, perché “le cose belle costano”, come qualcuno ha ironizzato sulla pagina Facebook de ‘Il binario 20 bis’.

“Se volete una linea moderna e veloce, con treni moderni e tecnologici, dovete pagare il giusto”, uno dei tanti commenti alla ‘lieta’ notizia. Che fa pendant con la chiusura della biglietteria della stazione di Isernia. Contro cui si sono scagliati, da sinistra e da destra, Emilio Izzo e Aida Romagnuolo. Che hanno chiesto all’assessore ai Trasporti Vincenzo Niro di intervenire.

E Niro è intervenuto, tornando a paventare addirittura la rescissione del contratto. “Appena ho saputo degli aumenti del costo dei biglietti – ha dichiarato a isNews, ho prima telefonato al dirigente di area di Trenitalia, Pietro Diamantini, poi ho scritto una lettera a Trenitalia. Se i rincari non sono previsti dal contratto di servizio firmato dal precedente Governo regionale – ha aggiunto l’assessore – questo può essere motivo di rescissione, come per la chiusura della biglietteria di Isernia. Ho chiesto al responsabile del servizio di fare tutte le verifiche del caso. Del resto Trenitalia è un semplice concessionario, ci sono altre compagnie in grado di svolgere il servizio sulla rete ferroviaria molisana”. Di cui è proprietaria Rfi. 

vincenzo niro1Niro che ha poi detto di aver fatto la voce grossa anche con Rfi, sull’avvio dei lavori di elettrificazione della rete ferroviaria del Molise. “Il 23 dicembre, insieme al governatore Toma – ha rimarcato ancora l’assessore – abbiamo avuto l’ultimo incontro a Roma. La società ci aveva chiesto uno slittamento sul cronoprogramma, ma ci siamo opposti. I lavori partiranno ad aprile, prima nella tratta Rocca d’Evandro-Isernia e poi da Isernia a Campobasso. Contiamo di chiudere l’intervento entro il 2022”. Fino ad allora si continuerà a viaggiare come oggi. Sperando nella buona sorte. 

Carmen Sepede