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Crisi della Befana, Michele Iorio: è implosa la Giunta, non la maggioranza

Il ‘già’ presidente della Regione analizza la vicenda e affronta una questione molto delicata: il mancato coinvolgimento su temi importanti sui quali non c’è stato mai confronto. Pallante nel mirino? “Rivedere le deleghe rispetto ad un sottosegretario, che di deleghe non ne ha, lo trovo incomprensibile”


CAMPOBASSO. Una crisi “tutta interna alla Giunta”, della quale la maggioranza non è stata messa al corrente e che riguarderebbe motivi specifici “dei quali sarebbe bene essere informati”. L’ex presidente Michele Iorio prende la questione con le molle.

Ma che idea, politica, si è fatto di questa vicenda?

“Conosco la questione meno di te – dice subito – ma, da quello che ho appreso, credo si tratti di una crisi interna all’esecutivo e non di una crisi politica. Certo, il metodo è un po’ strano: il ritiro delle deleghe di certo avrà delle motivazioni specifiche e importanti che noi, maggioranza, dovremmo conoscere. In queste ore abbiamo assistito a un’implosione della Giunta regionale, non della maggioranza”

Nell’affannarsi ad inviare comunicati di sostegno alle decisioni assunte dal presidente Toma, si è evidenziata subito l’assenza della posizione (di condivisione o di critica) dei ‘nuovi’ Fratelli d’Italia e cioè dei consiglieri Iorio, Pallante e Scarabeo.

“Trovo stucchevoli la rincorsa, le conferme all’operato di Toma che non è mai stata messa in discussione e né intendo farlo io. Come dire: gli assessori si sono detti contenti di essere stati privati delle deleghe. Sarà l’effetto della nuova arte di governo”, commenta sarcastico.

Un po’ difficile però esprimere un giudizio su un atto politico di cui non si è stati informati, pur essendo parte importante della maggioranza. Nessun incontro, nessuna riunione, nessun ragionamento allargato. Un fulmine a ciel sereno. “Eppure la maggioranza in Consiglio è stata a dir poco granitica approvando finanche i documenti finanziari di fine anno senza alcun emendamento per non intralciare la volontà della Giunta e con una velocità superiore a quella del Parlamento per il bilancio dello Stato”.

Sul banco degli imputati, fin da subito come è noto, gli atteggiamenti non in linea della leghista Romagnuolo. Ma, alla luce dei fatti, dovrebbe aggiungersi anche Michele Iorio che non ha mai mancato – in aula – di esprimere il proprio punto di vista anche quando non era identico a quello della maggioranza. Che ha criticato aspramente la modalità con la quale si è composta la Giunta; che ha rivendicato, senza nascondersi, un assessorato. Che è sceso in campo con una lista (inizialmente di disturbo) alle Provinciali. Che ora, in seguito agli accordi nazionali presi tra Fitto e Meloni, è parte di una sorta di federazione che, a Palazzo D’Aimmo, conta tre consiglieri e sulla quale potrebbe essersi concentrata l’attenzione della maggioranza.

A conti fatti, i ‘nuovi’ Fratelli d’Italia hanno due presidenze di Commissione e un sottosegretario. E qualcuno fa notare che si tratti di ruoli di rilevanza. A denti stretti, si dice anche che siano troppo rispetto alla forza politica espressa alle passate Regionali.

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