HomeSenza categoriaCrisi della Befana, Toma esce allo scoperto: nel mirino il sottosegretario Pallante

Crisi della Befana, Toma esce allo scoperto: nel mirino il sottosegretario Pallante

Intervista al governatore della Regione Molise che alle 18 incontrerà gli assessori ai quali ha revocato le deleghe. “Vanno ridefiniti i ruoli, non ci sono modifiche. Per ora”. E nella ‘riflessione’ su come rodare la macchina, entra di prepotenza anche il ruolo di collettore tra Giunta e maggioranza.


CAMPOBASSO. Una normale seduta di Giunta, anche se le deleghe il presidente le ha avocate a sé. Appuntamento questa sera, alle ore 18, a Palazzo Vitale.

Problemi rientrati quindi? Affatto, era una riunione già programmata. La pausa di riflessione continua, il presidente Toma non ha dubbi.

“Ho intenzione di riflettere sulla riassegnazione delle deleghe: può darsi che resterà tutto così come è oppure che ci sarà un aggiustamento, una rimodulazione. Ancora non lo so perché è presto. Bisogna fare delle riflessioni: certo è che le cose, fino ad oggi, sono andate molto, molto bene. Qualche settore poteva tirare di più se organizzato meglio, magari qualche delega sarà ridotta e qualcun’altra aumentata”.

Ma rispetto alla composizione della Giunta, agli uomini, “non ci sono modifiche. Per ora”. Perché in politica tutto può cambiare, avverte il governatore Toma.

La sensazione è che non sia chiaro nemmeno ai componenti della maggioranza il motivo di questa decisione improvvisa, di cui non si è avuta notizia fino a quando non è stata letta sui giornali. Una prova di forza?

“Lo dirò ai miei assessori dopo la riunione di Giunta nel corso della quale farò delle richieste agli uomini della mia squadra. Dopo di che dovranno relazionarsi con i capigruppo, che poi parleranno con i componenti della maggioranza. Dobbiamo dare un po’ di regole di disciplina all’esercizio della democrazia”.

Questa non è affatto una crisi perché non si deve ridefinire alcunché, avverte ancora. Posto che fino ad oggi è andato tutto bene, spiega il presidente Toma, c’è bisogno di aggiustare qualcosa affinché vada ancora tutto meglio perché “voglio che nel 2019 questi margini vengano sfruttati al meglio. Per cui vanno pensati, ripensati e ridefiniti alcuni ruoli che dovevano essere gestiti al meglio”.

Un esempio? “Il ruolo del sottosegretario, perché anche questo incarico è implicato nella mia riflessione. Doveva fare da collettore con il Consiglio, probabilmente chiederò anche un maggiore esercizio di questo ruolo. Insomma, vanno definite alcune modalità perché non mi ritrovi con ordini del giorno della maggioranza in Consiglio che non sono stati discussi preventivamente, per cui dare risposte che non sono meditate ma sono improvvisate. Ecco, ritengo che l’improvvisazione non faccia parte del mio modus operandi, delle regole che un presidente può dettare alla sua Giunta”.

Cita la Costituzione, la responsabilità politica. “Le linee politiche, il presidente, le attua come meglio crede e come meglio intende centellinare le deleghe sulla Giunta o gli uomini della Giunta. Per ora non siamo agli uomini, siamo alle deleghe”.

Regole di disciplina, ridefinizione di ruoli, non trovarsi con ‘pezzi’ della maggioranza che portano all’attenzione del Consiglio alcuni temi. Non bastava una riunione di maggioranza?

“Assolutamente no. Intanto avoco a me tutte le deleghe perché devo definire il rapporto della Giunta con il Consiglio quale è. Gli assessori devono essere il collettore, assieme al sottosegretario, tra il presidente e la maggioranza. Non può essere il presidente esposto a tutte le richieste singole dei componenti della maggioranza, ci vuole sempre un filtro sennò il presidente non lavora più”.

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